Partiamo dall’idea che, per amministrare Avellino, ci sia bisogno di conoscere alcuni dati sulla città, così da produrre politiche che possano migliorare le condizioni di vita dei cittadini. Un programma per la città si costruisce partendo dai dati reali, che raccontano cos’è la città. Ad esempio, ad Avellino si spende troppo, ma i servizi sono praticamente inefficienti. Si tratta di dati ufficiali del Ministero dell’Economia e di altre autorità nazionali, che suggeriscono come chiunque oggi voglia amministrare Avellino debba intervenire per ridurre la spesa e alzare il livello dei servizi.
Così Francesco Iandolo ha presentato il dossier “A conti fatti”, elaborato da “Avellino Prende Parte”, illustrato questo pomeriggio durante un incontro al Caffè Sociale Hope. Nel report sono contenuti una serie di dati da analizzare per ragionare seriamente sui problemi della città e sulle possibili soluzioni. È da questo approccio che, secondo Iandolo, bisogna partire per arrivare a una proposta programmatica seria in vista delle elezioni amministrative. Altrimenti, di cosa discutere?
“Una delle cose più preoccupanti – continua – è che ad Avellino chi lavora non riesce a vivere dignitosamente, perché gli stipendi sono rimasti drammaticamente bassi, allo stesso livello di dieci anni fa, mentre il costo della vita è cresciuto tantissimo e continua a crescere”. Ma delle questioni della vita reale pare che nessuno se ne faccia carico: “Si pensa a redigere un libro dei sogni, quando probabilmente ci sono problemi che andrebbero affrontati con consapevolezza”, è l’affondo di Iandolo, che aggiunge: “Siamo stupiti da come si sta sviluppando la discussione sui candidati sindaco: si parla solo di questo, e lo diciamo senza mezzi termini”.
Manco a dirlo, all’incontro convocato da App erano presenti due potenziali candidati sindaco: Francesco Todisco, del Pd, e Walter Giordano, civico di centrosinistra. “È un mezzo miracolo la loro presenza, nel senso che a volte per incontrarsi basta poco, basta la volontà”, commenta Iandolo. Insomma, mentre i partiti non invitano le associazioni, i candidati sindaco partecipano agli incontri delle associazioni: “Eppure siamo realtà politiche impegnate da sempre in iniziative culturali e sociali. Vorremmo, potremmo dare un contributo al dibattito politico. Ma forse qualcuno fa finta che non esistiamo solo per arrivare a soluzioni squisitamente politiche preconfezionate, che gli fanno comodo. Noi, ovviamente, a questo gioco non ci stiamo”.
All’incontro erano presenti, tra gli altri, anche Generoso Picone e Antonio Bellizzi di Controvento, e Giancarlo Giordano, presidente regionale di Sinistra Italiana. Iandolo, che è stato consigliere comunale per cinque anni, incalza: “La cosa che più ci sconvolge è che tutto ciò che sappiamo sul dibattito nel centrosinistra lo abbiamo appreso dalla stampa. Significa che, al di là della forma, non esiste nemmeno un contatto informale. Perché? Non dovete chiederlo a noi. Noi siamo spettatori, eppure avremmo preferito partecipare. Forse il nostro atteggiamento è stato male interpretato da chi ha pensato che non avessimo niente da dire. E comunque, noi vorremmo che tra il campo largo e la città ci fossero meno paletti possibili. Questo, forse, non piace”.



