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Operazione “Do Ut Des”, nel mirino della Gdf tutti gli appalti gestiti dai funzionari indagati alla Provincia

Continuano a ritmo serrato le indagini sugli appalti della Provincia, dopo il blitz delle fiamme gialle, che ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati di tre funzionari e due imprenditori irpini. Al vaglio dei militari tutte le procedure di appalto e gli affidamenti che a Palazzo Caracciolo hanno interessato i due funzionari del Settore Edilizia Scolastica gravemente indiziati di corruzione nell’esercizio delle funzioni per due interventi relativi ad un istituto scolastico di Ariano Irpino e uno di Montoro, in cui il principale indagato, il funzionario di Palazzo Caracciolo avrebbe ricoperto il ruolo di Rup, omettendo però di trovarsi in una situazione di incompatibilità, visti i rapporti assidui e frequenti con le due imprese che avevano ottenuto l’ aggiudicazione. I militari del Nucleo di Polizia Economica e Finanziaria delle Fiamme Gialle hanno acquisito una serie di documenti e con l’ ausilio dei due consulenti nominati dal sostituto procuratore Fabio Massimo Del Mauro, anche la copia dei dispositivi. Ci saranno verifiche su tutte le procedure seguite da l funzionario e dal suo successore nell’incarico di “elevata qualificazione”,finito nel registro degli indagati insieme al suo collega.

I militari agli ordini del tenente colonnello Alessio Iannone, oltre al lavoro di setacciare determine e atti di gara relativi ai due funzionari e alle due imprese coinvolte, hanno già lavorato per mesi su conti correnti e bonifici degli indagati, oltre che sulle tracce emerse dai tabulati telefonici. E proprio dal conto corrente del funzionario sarebbero emersi alcuni elementisignificativi, che hanno rinforzato il quadro indiziario nei suoi confronti. Due bonifici per 700 euro circa in occasione del matrimonio della figlia di uno dei due imprenditori coinvolti nell’inchiesta, una serie di bonifici ricevuti dalla cinquantacinquenne collaboratrice del funzionario (nella cui disponibilità sono stati scoperti i 95mila euro tenuti anche sottovuoto) una mole immensa contatti con un numero riferibile ad uno dei due imprenditori ed infine un altro particolare. Tra agosto 2024 e novembre dello stesso anno, dal conto corrente del funzionario di Palazzo Caracciolo non sarebbero state prelevate somme notevoli, neppure per eventuali rimborsi della vacanza in un resort a Peschici pagata, secondo gli organi inquirenti, da uno dei due imprenditori.

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