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Arci: la notte non è solo movida. Musica, cultura e diritti: serve un regolamento che tuteli tutte e tutti. Non serve la sola repressione

“L’appello lanciato in queste ore da un gruppo di gestori di locali del centro città evidenzia un problema che enunciamo da tempo: l’assenza di un regolamento chiaro, condiviso e aggiornato sulla programmazione culturale e musicale serale nella nostra città”. A sottolinearlo l’Arci Avellino in una nota “Non si tratta solo della legittima richiesta di poter fare musica all’esterno dei locali in alcune fasce orarie, ma di una questione più ampia e strutturale, che riguarda l’intera governance della vita notturna ad Avellino.

Nei mesi scorsi, prima del commissariamento, avevamo accolto positivamente l’avvio di un percorso partecipativo promosso dall’Amministrazione Nargi, alla presenza dell’Assessore alle Attività produtive Alberto Bilotta, del Dirigente alla Pubblica Istruzione Francesco Tolino e con il coinvolgimento attivo di Arci, Acli, La Casa sulla Roccia, Confesercenti, e altri attori del territorio.

In quegli incontri si era delineata una visione condivisa della notte come bene comune, da governare con strumenti partecipativi, sostenendo non solo i gestori dei locali ma anche i circoli, le associazioni culturali, gli operatori sociali, i cittadini e i lavoratori.

Con l’obiettivo dichiarato di arrivare all’implementazione di un Forum civico della notte, era stata proposta anche una due giorni di forum pubblici e momenti culturali, utile a raccogliere istanze, proposte e buone pratiche.

A ciascun soggetto era stato chiesto di lavorare su un focus specifico. Arci Avellino aveva assunto il compito di elaborare una proposta per promuovere attività culturali e sociali diffuse, capillari, sostenibili anche per i piccoli soggetti, in grado di diversificare l’offerta notturna e ridurre le densità, valorizzando la creatività locale e il lavoro culturale spesso invisibile.

In questo quadro, la repressione unilaterale – come l’applicazione rigida di un’ordinanza del 2017 in assenza di alternative regolative – non può essere la risposta.

Siamo convinti che anche l’attuale gestione commissariale, pur nel proprio ruolo tecnico, possa e debba garantire continuità ai percorsi di partecipazione già avviati. Servono strumenti stabili, non misure straordinarie. Serve una visione inclusiva della notte, non una logica emergenziale o punitiva.

La città ha bisogno di regole certe, eque e accessibili a tutte e tutti.
Non si può governare la notte con ordinanze episodiche o richiami selettivi alla legalità. È tempo di riconoscere che l’economia della notte non è solo movida, ma anche lavoro, cultura, socialità, sicurezza, relazioni. E che deve essere affrontata con un approccio sistemico, capace di coinvolgere esercenti, associazioni, cittadini, lavoratori, forze dell’ordine e istituzioni.

Come Arci Avellino APS rinnoviamo la nostra disponibilità a contribuire alla stesura di un regolamento comunale partecipato, che valorizzi il pluralismo delle esperienze e garantisca condizioni minime di agibilità culturale e sociale per chi vuole offrire qualità e senso alla notte avellinese”

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