l contributo del Movimento Aree Interne – Diritto di Restare trova spazio nel rapporto conclusivo della Regione Puglia dedicato alla strategia per i territori più fragili. Le proposte presentate lo scorso 25 settembre alla Fiera del Levante di Bari sono state riprese nel documento “Aree Interne – La strategia della Puglia per i territori più fragili”, elaborato a partire dal confronto sviluppato nelle cinque stanze tematiche della giornata.
Il rapporto analizza 70 interventi provenienti da 45 Comuni, individuando nove temi portanti e dodici proposte destinate a costituire una base di lavoro per la futura programmazione. La Regione precisa che il documento restituisce i contenuti emersi dal confronto e non rappresenta decisioni o indirizzi già assunti dall’Amministrazione regionale.
Tra i contributi richiamati figura quello di Giuseppe Luongo, presidente del Movimento Aree Interne – Diritto di Restare, intervenuto nella stanza tematica dedicata a “Restare, tornare, arrivare: giovani, lavoro e nuove economie”. In quell’occasione, il movimento ha posto l’attenzione sulla rappresentanza politica delle aree interne, evidenziando il rischio che il progressivo calo demografico si traduca anche in una minore capacità dei territori di incidere sulle decisioni nazionali.
Un altro punto centrale riguarda il rafforzamento delle competenze amministrative dei piccoli Comuni, spesso in difficoltà nel trasformare finanziamenti e strategie in progetti concreti. Una questione che il rapporto riconduce al tema “Piccoli Comuni senza competenze: accompagnare l’attuazione”, emerso trasversalmente nelle cinque stanze di lavoro.
Proprio da questa riflessione nasce una delle dodici proposte conclusive: “Un accompagnamento regionale per i piccoli Comuni, dalla progettazione all’attuazione”. Nella formulazione della proposta, la Regione include Giuseppe Luongo e il Movimento Aree Interne tra i soggetti che hanno contribuito al confronto. La misura compare inoltre tra quelle che hanno registrato una maggiore convergenza tra gli interventi raccolti durante la giornata.
«Accogliamo con soddisfazione il fatto che alcuni dei temi che abbiamo portato alla Fiera del Levante trovino spazio nel rapporto conclusivo. Non lo consideriamo un riconoscimento a una singola organizzazione, ma la conferma che questioni come la capacità amministrativa dei piccoli Comuni, il costo della distanza dai servizi e la rappresentanza dei territori stanno emergendo con forza da esperienze e sensibilità diverse», dichiara Giuseppe Luongo.
Il presidente del movimento sottolinea anche la necessità di passare dalle sperimentazioni a politiche strutturali. «Il dato più importante è che molte delle criticità emerse a Bari coincidono con quelle che incontriamo quotidianamente nelle aree interne italiane. Occorre passare dalle sperimentazioni alle politiche ordinarie, rafforzare concretamente i Comuni e costruire una capacità nazionale dei territori di partecipare alle scelte che li riguardano».
Il documento regionale individua, tra gli altri temi trasversali, il costo della distanza dai servizi, il superamento della logica dei finanziamenti episodici, la costruzione di reti tra Comuni e attori territoriali, il recupero delle abitazioni vuote e il diritto a restare, tornare e accogliere nuovi abitanti.
Questioni che si intrecciano con i “10 Punti Programmatici 2027 per il Diritto di Restare e di Ritornare”, elaborati dal Movimento Aree Interne e presentati a Bari come piattaforma aperta alla partecipazione di cittadini, amministratori, associazioni e competenze territoriali.
Il movimento annuncia ora la prosecuzione del confronto nazionale con amministratori, associazioni e organizzazioni impegnate nelle politiche per i piccoli Comuni e le aree interne. L’obiettivo è trasformare il principio del Diritto di Restare e di Ritornare in proposte strutturali, verificabili e capaci di incidere concretamente sulle politiche pubbliche.

