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Ariano, D’Amato (FdI): “Masterplan, resterà sulla carta se non c’è una regia nazionale”

“Il Masterplan è lo strumento che da’ una visione organica alla trasformazione della Valle dell’Ufita.
Non parliamo solo di urbanistica,ma di un progetto che ruota attorno alla stazione HIRPINIA,alla piattaforma logistica e alle aree industriali. L’obiettivo è creare un hub intermodale capace di collegare ferro e gomma e attrarre investimenti”.
Così il presidente del circolo di Fratelli d’Italia di Ariano Irpino “Enea Franza”, Manfredi D’Amato.

Il Masterplan da solo basta a garantire sviluppo?

No. Il Masterplan individua le aree e la strategia, ma per trasformarlo in opere concrete servono finanziamenti nazionali e regionali .Per questo chiediamo che venga inserito nella programmazione infrastrutturale dello Stato e affidato a una regia forte come ANAS.

Ariano e L’Ufita sono rimasti fuori dalla Strategia Nazionale Aree Interne. Come lo spiega?

È un paradosso. La SNAI ha individuato l’Alta Irpinia e il Fortore, ma ha lasciato fuori un territorio che soffre di isolamento infrastrutturale e spopolamento. Ariano è stato considerato un polo servizi e quindi escluso, ma nei fatti vive le stesse criticità delle aree interne.

Quanto pesa questa esclusione ?

Pesa molto significa meno risorse per sanità, scuola, mobilità e sviluppo locale. In pratica siamo rimasti in una zona grigia: non area interna, ma neanche area urbana. Questo ha rallentato la programmazione e la capacità di intercettare fondi.

Oggi però il contesto è cambiato con la stazione Hirpinia.

Esatto. La presenza della stazione e della piattaforma logistica cambia completamente la funzione del territorio. L’Ufita diventa un nodo strategico tra Campania, Puglia e Basilicata ,lungo l’asse Tirreno-Adriatico tra MAR Tirreno e Mar Adriatico. Questo giustifica una nuova perimetrazione delle aree interne oppure la creazione di un’area progetto autonoma.

Qual è la vostra proposta concreta?

Chiediamo tre cose: la prima, inserire la Valle dell’Ufita nella nuova perimetrazione delle aree interne. Seconda, collegare il Masterplan alla direttrice Contursi-Lioni-Grottaminarda e al futuro casello di Tre Torri.
Terza, inserire l’intero progetto nel Piano nazionale delle opere pubbliche.

Perché è così importante il collegamento viario?

Perché una stazione senza strade moderne resta isolata .Serve una rete che colleghi l’hub logistico alle aree produttive e ai porti dei due mari. Solo così si crea occupazione e si ferma lo spopolamento.

C’è il rischio che il Masterplan resti solo sulla carta?

Il rischio esiste se non c’è una regia nazionale. Parliamo di un progetto che coinvolge tre province e tre regioni, quindi non può essere lasciato ai soli enti locali. Serve una visione strategica dello Stato.

In conclusione, qual è il messaggio alle istituzioni?

Non chiediamo privilegi, ma il riconoscimento di un territorio che può diventare centrale per il Mezzogiorno. Il Masteplan, la stazione Hirpinia e le infrastrutture viarie devono procedere insieme. Solo così l’Ufita smetterà di essere periferia e diventerà porta di sviluppo.

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