Il Senato ha approvato gli articoli 6 e 7 della riforma elettorale, modificando le regole per il voto degli italiani residenti all’estero. Le opposizioni e il senatore di Fratelli d’Italia Roberto Menia hanno visto tutti i propri emendamenti respinti.
Ecco i punti principali delle novità approvate.
Articolo 6 (Circoscrizione Estero): passato con 92 voti favorevoli, 63 contrari e 2 astensioni. Per la Camera dei deputati le ripartizioni della circoscrizione Estero scendono a due, mentre per il Senato viene istituito un collegio unico nazionale che comprende l’intera circoscrizione.
Articolo 7 (Voto, liste e scrutini): Approvato con 91 sì, 60 no e 2 astenuti. Introduce l’esenzione dalle firme per la presentazione delle liste in circoscritte condizioni, un tagliando con codice alfanumerico a lettura ottica sul certificato elettorale per identificare l’elettore, nuove modalità di scrutinio e pene più aspre per il reato di voto doppio.
Durante il dibattito, il senatore del Partito Democratico Francesco Giacobbe, eletto nella circoscrizione Estero, ha criticato duramente il provvedimento, sostenendo che esso smantelli il lavoro storico svolto dall’onorevole Mirko Tremaglia dopo vent’anni di rappresentanza parlamentare degli italiani all’estero.
Si tratta della seconda lettura alla riforma voluta dal centrodestra. Il testo, viste le modifiche, dovrà tornare per la terza e ultima lettura a Montecitorio. Tra le novità l’introduzione delle preferenze per eleggere i parlamentari: un sistema misto con capilista bloccati e fino a tre crocette da mettere sui nomi dei candidati, con alternanza di genere. Polemiche per la norma che aumenta a 6 mila le firme necessarie per presentarsi alle elezioni per i partiti che non hanno un gruppo o componente in Parlamento.
Attualmente sono eletti all’estero 12 parlamentari: 8 deputati e 4 senatori.
Se passasse la nuova riforma così com’è in discussione al Senato, il numero totale dei parlamentari eletti nella circoscrizione Estero resta fissato a 12, poiché il loro numero è stabilito a livello costituzionale: le novità legislative incidono sull’organizzazione geografica del voto estero attraverso la riduzione delle circoscrizioni: Per il Senato è prevista un’unica grande circoscrizione mondiale, mentre per la Camera i Paesi non europei vengono raggruppati in un unico grande blocco extra-europeo affiancato a quello europeo.
Per il Pd, “la maggioranza ha approvato una norma sul voto degli italiani all’estero respingendo ogni proposta di correzione e ignorando perfino le obiezioni emerse al proprio interno. È un segnale politico grave”. Lo dichiara Fabio Porta, commentando il voto del Senato sull’articolo dedicato alla Circoscrizione Estero e il ritiro degli emendamenti presentati dal senatore Roberto Menia. “Anche chi, nella maggioranza – dice Porta – ha richiamato la specificità delle comunità italiane nel mondo e la necessità di salvaguardarne una rappresentanza effettiva è stato invitato a ritirare le proprie proposte. La disciplina di coalizione ha prevalso ancora una volta sull’ascolto, sul confronto e sul rispetto di milioni di connazionali residenti fuori dall’Italia”. “Dopo la legge Tajani, che ha ristretto la trasmissione della cittadinanza italiana alle nuove generazioni nate all’estero – continua il deputato Pd – questa riforma elettorale conferma una linea precisa: limitare diritti, ridurre rappresentanza, indebolire il rapporto tra l’Italia e le sue comunità nel mondo”.
“Gli italiani all’estero – conclude Porta – devono capire se, per questa destra, siano cittadini da rispettare e coinvolgere nelle politiche pubbliche del Paese oppure soltanto un elemento di folclore da celebrare nelle occasioni ufficiali. Noi continueremo a difendere la Circoscrizione Estero, il diritto di voto e una rappresentanza piena, libera e credibile delle nostre collettività nel mondo”.
Intanto, domani il Senato darà il via libera alla legge elettorale. Si tratta della seconda lettura alla riforma voluta dal centrodestra. Il testo, viste le modifiche, dovrà tornare per la terza e ultima lettura a Montecitorio. Tra le novità l’introduzione delle preferenze per eleggere i parlamentari: un sistema misto con capilista bloccati e fino a tre crocette da mettere sui nomi dei candidati, con alternanza di genere. Polemiche per la norma che aumenta a 6 mila le firme necessarie per presentarsi alle elezioni per i partiti che non hanno un gruppo o componente in Parlamento.
La circoscrizione Estero comprende tutti i 198 Stati del mondo riconosciuti dal Governo italiano.
La circoscrizione Estero è suddivisa – almeno fino all’approvazione della riforma – in quattro ripartizioni geografiche:
- Europa, che comprende anche Russia, Turchia e Cipro, per un totale di 46 Stati;
- America meridionale, che comprende anche Trinidad e Tobago, per un totale di 13 Stati;
- America settentrionale e centrale, per un totale di 22 Stati;
- Africa, Asia, Oceania e Antartide, che comprende anche Armenia, Azerbaigian e Georgia, per un totale di 117 Stati, ai quali si aggiunge la circoscrizione autonoma di Gerusalemme.
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Gli eletti nel 2022 alla CAMERA
Europa: Toni Ricciardi (PD), Simone Billi (CDX), Federica Onori (M5S)
America meridionale: Fabio Porta (PD), Franco Tirelli (MAIE)
America settentrionale e centrale: Christian Diego Di Sanzo (PD), Andrea Di Giuseppe (CDX)
Africa, Asia, Oceania e Antartide: Nicola Carè (PD)
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SENATO
Europa: Andrea Crisanti (PD)
America meridionale: Mario Borghese (MAIE)
America settentrionale e centrale: Francesca La Marca (PD)
Africa, Asia, Oceania e Antartide: Francesco Giacobbe (PD)



