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Depuratore di Solofra, ora la Regione fa da sola e accelera: al via la riorganizzazione dell’impianto e un investimento da 150 milioni

Palazzo Santa Lucia ha deciso di determinare una nuova riorganizzazione senza interfacciarsi con l’amministrazione comunale, che nel 2024 aveva siglato un accordo con l’ex giunta regionale De Luca
Il futuro del depuratore di Solofra torna al centro del confronto istituzionale. E ieri, a Palazzo Orsini, sede del Comune, il sindaco Nicola Moretti, in una sala poco gremita, ha tenuto un incontro con i conciatori. L’obiettivo dell’amministrazione era ascoltare le posizioni degli operatori del settore e raccogliere indicazioni sulla futura gestione del depuratore, sulla rete fognaria industriale e sugli interventi programmati dalla Regione.

Moretti ha ribadito la posizione già espressa in sede regionale: rendere il depuratore di Solofra un impianto destinato al trattamento dei reflui industriali, separando la rete fognaria civile da quella industriale. Secondo il progetto, i reflui civili dovrebbero essere indirizzati attraverso i collettori verso l’impianto di Mercato San Severino, mentre quelli provenienti dalle aziende continuerebbero a essere trattati a Solofra. Ma il primo cittadino ha dovuto anche informare gli imprenditori delle nuove determinazioni della Regione Campania rispetto all’impianto di depurazione.

Il 7 agosto 2026 la Regione Campania ha compiuto un passaggio che apre per l’impianto solofrano una nuova fase. Con il Decreto Dirigenziale n. 258 è stata avviata l’operazione per affidare la gestione dell’impianto di via Carpisani e della rete dei collettori afferenti,  dell impianto di Solofra, insieme alla progettazione e agli interventi di rifunzionalizzazione e manutenzione straordinaria necessari all’esercizio. Per l’intervento è stato nominato il Responsabile unico del progetto.

Il decreto non aggiudica il servizio, non indica un nuovo gestore e non contiene ancora l’importo complessivo dell’affidamento, la durata, il CIG, il disciplinare di gara o il nome dell’operatore che condurrà l’impianto nella fase successiva. La Regione conferma di avere ancora in gestione diretta l’impianto, ma prefigura un futuro trasferimento al gestore del Sistema idrico Integrato (SII).

Ma è difficile individuare a chi sarà affidato l’impianto, vista la situazione. La Solofra Servizi è individuata negli atti come gestore del SII comunale, ma con deliberazione dell’EIC del 2023 solo per il servizio idrico; Alto Calore è affidatario del Distretto Irpino, ma Solofra mantiene una gestione salvaguardata; GORI gestisce il trattamento finale dell’Alto Sarno in un altro distretto.

Di certo, sul futuro dell’impianto la Regione, guidata dal neogovernatore Roberto Fico, ha deciso di determinare una nuova riorganizzazione senza interfacciarsi con l’amministrazione comunale, che nel 2024 aveva siglato un accordo con l’ex giunta regionale De Luca.

“Nel 2024, in Regione, con l’assessore Maffei, abbiamo redatto un verbale con l’EIC e con la Giunta rispetto al depuratore di Solofra. Rispetto a questo verbale, cosa è cambiato? Ora la Regione ha deciso di prendere in mano la situazione e intende sistemare l’impianto e, allo stesso momento, affidarlo. E se prima si parlava di un impianto totalmente industriale, per cui abbiamo presentato un progetto delle fognature di 10 milioni di euro alla Regione Campania. Ma nel corso dell’ultimo anno, cambiando amministrazione regionale, con un nuovo presidente e assessore regionale, che noi intendiamo incontrare nei prossimi giorni non solo per discutere del punto di primo soccorso, battaglia per cui ci spendiamo senza sosta, ma anche dell’impianto di depurazione”.

“Noi abbiamo appreso dieci giorni fa che la Regione Campania, sulla questione – afferma il capo dell’Ufficio tecnico comunale, l’ingegnere Michele De Maio – senza essere interpellati, ha nominato il RUP per l’affidamento della gestione dell’impianto e della rete di collettori di Solofra, dell’impianto di depurazione e della struttura di supporto. E il 26 agosto, invece, è stato approvato il DOCFAP, che prevede un investimento di 150 milioni di euro e la riorganizzazione della gestione dell’impianto. Una determinazione su cui non siamo stati edotti e su cui non abbiamo avuto la possibilità di confrontarci”.

 

 

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