Lo ha incontrato, ieri mattina, mentre si trovava al centro commerciale “I Sanniti” e non ci ha pensato due volte a sferrargli un pugno in faccia. L’aggressore è il padre di uno dei bimbi coinvolti nel caso dei presunti maltrattamenti all’asilo gestito da una congregazione ecclesiastica, mentre la vittima è il marito di una delle educatrici laiche sotto inchiesta. Scattato l’allarme, sul posto sono intervenuti i carabinieri della Compagnia, mentre il malcapitato, soccorso, ha raggiunto l’ospedale Fatebenefratelli, dove i medici gli hanno diagnosticato contusioni al volto e ad un’anca ed uno stato ansioso, giudicandolo guaribile in 5 giorni. La moglie dell’uomo aggredito, insieme all’altra educatrice laica coinvolta nel caso dei presunti maltrattamenti, ha intanto avuto la revoca del divieto di dimora in città dal Tribunale del Riesame di Napoli.
Inizialmente, le era stato imposto il divieto di dimora nel comune di Benevento, misura che ora, è stata sostituita con un’interdizione dall’esercizio della professione per un anno. La decisione, arriva dopo il ricorso, presentato dal difensore di fiducia, l’avvocato Carmine Ruggiero, che aveva impugnato davanti al Riesame, la misura disposta dal gip Roberto Nuzzo nei confronti della maestra 36enne e di altre altre quattro maestre, nell’inchiesta sui presunti maltrattamenti avvenuti nei confronti di dodici bimbi nati tra il 2023 ed il 2024.L’educatrice residente a Benevento, ma con origini irpine, era stata l’unica a rispondere al gip, precisando di essere stata assente, perchè ricoverata in ospedale, due settimane tra la fine di novembre e gli inizi di gennaio. La sua posizione appare, al momento, meno compromessa rispetto a quella delle altre indagati, poiché il suo nome è presente solo in una delle venticinque sequenze video che documentano i presunti abusi. In uno di questi, la maestra sarebbe visibile mentre schiaffeggia un bambino. Durante l’interrogatorio, la donna ha cercato di giustificare i propri atteggiamenti, definendo alcune delle frasi intercettate e gli episodi denunciati come parte di un “metodo educativo” che, a suo dire, non giustificava le accuse mosse nei suoi confronti. Si erano invece avvalse della facoltà di restare in silenzio tre suore – due del Madagascar, una filippina di 34, 59 e 60 anni-, difese dall’avvocato Valentina Ippolito, e l’altra maestra di Benevento: una 60enne assistita dall’avvocato Giovanni La Motta .Le tre suore Jocelyn, suor Violetta e suor Bertina, hanno lasciato la città e sono state destinate a strutture in altre località in attesa degli sviluppi del giudizio. Contro le cinque indagate infatti vi sono dei video che le vedono agire nei confronti dei bambini.



