«Le città di Avellino, Mercogliano e Atripalda insieme al comune di Monteforte hanno oggi il necessario bisogno di superare le caotiche stagioni di una estensione puramente edilizia, declinata spesso attraverso una vera e propria aggressione del territorio inteso come spazio da consumare, per procedere a una fase in cui la priorità diventi la programmazione del futuro in forma associata: l’unica possibilità per riacquisire un senso all’interno di una più vasto contesto, provinciale e regionale».
A parlare è il coordinamento territoriale: «Ciò significa che si pone l’esigenza di disegnare in termini amministrativi e civili un’area che, facendo perno sul capoluogo Avellino, si distenda come una sorta di architrave lungo la quale gli altri centri a contorno – Ospedaletto, Summonte, Aiello, Cesinali, Contrada, Forino, Manocalzati, Montefredane – possano concorrere ad armonizzare i rispettivi ruoli attraverso una pianificazione concertata.
“Avellino hinterland”, una città territorio con circa 85 mila abitanti, in questo modo avrebbe l’opportunità di proiettarsi a diventare un’area dal grande valore strategico in Campania e nel Mezzogiorno: la porta non soltanto simbolica alle zone interne del Sud, la soglia di luogo dove maturi la capacità di valorizzare le strutture esistenti e quindi fornire servizi innovativi alle attività economiche in Irpinia, in Campania e nel Meridione intero.
Acquisire così una centralità strategica nella geografia economica, culturale e produttiva. Per raggiungere questo scopo dovrà diventare un’unica aggregazione che, pur in una diversa organizzazione amministrativa, si doti di una regia che sappia individuare le domande dei bisogni di qualità della vita che emergono e quindi fornisca risposte sempre più adeguate: attrezzando gli spazi per le diverse funzioni senza inutili e dispendiose sovrapposizioni di aree commerciali e produttive, aree scolastiche, rete cinematica, spazi per lo sport e il tempo libero e altro ancora».
Le proposte vanno dalla pianificazione all’urbanistica, all’ambiente, alla mobilità, ai trasporti. I capitoli fondanti: equilibrare e armonizzare i Piani urbanistici comunal; valorizzare il torrente Fenestrelle come asse ambientale della città di fatto, dando impulso alla realizzazione del Parco regionale, riqualificando l’alveo torrentizio anche con il tentativo di recuperare le sorgenti in località Vallare (comune di Mercogliano) e i mulini Infornata e Macchia più a valle nel comune di Avellino.
Altre proposte riguardano la viabilità diun territorio come l’hinterland, densamente abitato, in particolare:«La ridefinizione della rete della mobilità su gomma rappresenta una parte del capitolo dei collegamenti interni ed esterni. Ma Avellino hinterland non potrà fare a meno del trasporto ferroviario e dunque della riqualificazione della Stazione ferroviaria nel capoluogo. Assolutamente decisiva appare la relazione con il Campus Universitario di Fisciano, praticabile attraverso l’elettrificazione della tratta Avellino-Mercato San Severino: costituirebbe una metropolitana interprovinciale che darebbe al quartiere della Ferrovia una funzione di residenze al supporto dell’ateneo salernitano, raggiungibile in una decina di minuti.
Così come, sul versante Ovest, il collegamento rapido con la Stazione di Afragola consentirebbe di avere un riferimento importante sul percorso dell’Alta velocità da Napoli al Nord: resta comunque da instaurare un contatto veloce con la Stazione Hirpinia, sulla tratta da Napoli a Bari, e con il Polo logistico che a Grottaminarda-Ariano Irpino sorgerà. Questo per agevolare la circolazione di persone e merci e stabilire una connessione diretta con Valle Ufita e mare Adriatico. L’effetto della creazione di una simile rete di trasporti sarebbe di veder nascere un triangolo con due lati orientati sui porti di Napoli e Salerno e un vertice interno fissato ad Avellino Hinterland che diventerebbe poi il cardine di un collegamento speculare con il porto adriatico di Bari. I vantaggi economici e produttivi sarebbero enormi».
Quanto alla La Stazione ferroviaria essa, se riattivata «guarderebbe da un lato sul Parco interurbano del Fenestrelle e dall’altro sull’area di verde pubblico attrezzato da far sorgere dove un tempo era in attività l’impianto dell’Isochimica: al posto della fabbrica dell’amianto e della morte, una grande area che sia in grado di fare comunità e di risarcire con un polmone di aria pulita la popolazione della Ferrovia e di Avellino. Il Parco della Ferrovia potrebbe ospitare un Centro di ricerca e documentazione sui temi dell’ambiente che proprio dalla tragedia dell’Isochimica tragga gli elementi del suo agire. Sarebbe anche il prolungamento a Est dell’asse di strutture di ricerca e formazione che a Ovest vede la presenza della Facoltà di Enologia e Viticoltura dell’Università “Federico II” e del Cnr-Scienze dell’alimentazione. Si tratta di istituzioni di peso specifico rilevante, che diventa ancora di più determinante nelle realtà dell’agro-alimentare della provincia di Avellino. Anche per queste ragioni si avverte la necessità che la sede universitaria università di Agraria abbia gli spazi sufficienti per potersi affermare, radicare e sviluppare dove svolgere attività didattica ospitare gli studenti. L’area prospiciente ai vigneti della scuola enologica di viale Italia, nel comune di Mercogliano nella parte adiacente alle strutture alle strutture esistenti, si presta ad interventi al servizio delle attività universitarie. La necessità infine di alloggi in piccole strutture per docenti e allievi fuori sede è una delle condizioni fondamentale alla realizzazione di un Campus universitario ad Avellino-Mercogliano».
Coordinamento Territoriale – “Avellin


