L’Amministrazione comunale di Avellino rilancia sul fronte della tutela ambientale e punta a migliorare non solo la quantità, ma soprattutto la qualità della raccolta differenziata. Attualmente il dato si attesta al 64%, una percentuale significativa che non ha ancora raggiunto la soglia del 65% prevista dalla legge regionale 14/2016.
“È un risultato importante, ma non intendiamo accontentarci”, sottolinea la vicesindaca e assessora alla Tutela ambientale del Comune di Avellino, Anna D’Aliasi, annunciando l’avvio di una collaborazione con Comieco, il Consorzio nazionale per il recupero e il riciclo degli imballaggi a base cellulosica.
L’iniziativa rientra in un più ampio percorso di collaborazione con i Consorzi di filiera aderenti al sistema Conai, con l’obiettivo di individuare strategie più efficaci per migliorare il servizio, ridurre le impurità nei materiali conferiti e aumentare la quantità di rifiuti effettivamente destinati al riciclo.
Il Comune ha inoltre affidato a una società specializzata un servizio di analisi merceologica del rifiuto urbano indifferenziato, identificato con il codice EER 20 03 01. Le verifiche saranno effettuate su campioni raccolti in diverse macroaree del territorio comunale, per ottenere una fotografia più precisa della composizione del rifiuto prodotto.
L’obiettivo è capire quali materiali finiscano ancora erroneamente nell’indifferenziato e individuare, zona per zona, eventuali criticità e caratteristiche specifiche del sistema di raccolta.
“Vogliamo passare dalle impressioni ai dati”, spiega D’Aliasi. E, con una battuta, aggiunge: “Ci comporteremo un po’ come nel Mistero di Bellavista: faremo le analisi alla ‘munnezza’ degli avellinesi. Sono sicura che qualche sorpresa la troveremo”.
L’iniziativa, precisa la vicesindaca, non nasce con l’intento di individuare responsabilità, ma di raccogliere informazioni utili per intervenire in maniera più mirata. I risultati delle analisi potranno infatti orientare la comunicazione rivolta ai cittadini, eventuali modifiche ai sistemi di raccolta e le future strategie ambientali dell’Amministrazione.
“Conoscere esattamente cosa c’è dentro il nostro rifiuto indifferenziato significa poter intervenire con maggiore precisione”, evidenzia D’Aliasi.
Il 64%, dunque, viene considerato dall’Amministrazione non come un punto di arrivo, ma come una base da cui partire per migliorare ulteriormente il servizio. L’obiettivo è incrementare la raccolta differenziata, ma soprattutto elevarne la qualità, così da recuperare più materia, ridurre gli scarti, contenere i costi e rendere Avellino più sostenibile.


