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Caduta anomala delle nocciole, il comitato chiede il riconoscimento dello stato di calamità

E’ il Comitato degli Agricoltori della Media Valle del Sabato, guidata dal rappresentante degli agricoltori Roberto Lauro, aderente al movimento nazionale COAPI, a lanciare l’allarme su un fenomeno gravemente anomalo verificatosi nel luglio 2025 sul territorio irpino e campano: la caduta anticipata e generalizzata delle nocciole, avvenuta ben prima della fisiologica fase di raccolta. Tale evento ha colpito intere superfici coltivate, causando una perdita media compresa tra il 60 % e il 90 % del raccolto atteso.

“I frutti caduti  – si legge nella nota – risultano spesso immaturi, anneriti o compromessi, evidenziando un danno irreversibile che compromette la sostenibilità economica di numerose aziende agricole familiari.

Alla luce delle prime evidenze tecniche e delle segnalazioni raccolte, non può escludersi che il fenomeno sia imputabile a concause quali stress termico prolungato alternato a precipitazioni violente, attacchi di insetti fitofagi (curculio nucum, balanino) o agenti patogeni fungini. In assenza di altre spiegazioni, questa sintomatologia è coerente con un evento eccezionale, imprevedibile e non contrastabile con misure ordinarie, dunque rientrante nella classificazione civilistica del caso fortuito agricolo, ai sensi dell’art. 2051 c.c.

Secondo la giurisprudenza consolidata, anche di recente riaffermata dall’ordinanza della Corte di Cassazione n. 15187 del 6 giugno 2025, un evento meteorico può essere qualificato come caso fortuito solo se dotato dei requisiti oggettivi di eccezionalità e imprevedibilità, i quali devono essere supportati da dati pluviometrici e climatici ufficiali. Tali requisiti sono essenziali anche per escludere la responsabilità in applicazione dell’art. 2051 c.c., che prevede la presunzione di responsabilità del custode sulla base del nesso causale tra cosa in custodia e danno, salvo dimostrazione del caso fortuito

In relazione all’esigenza di un intervento straordinario pubblico, la Cassazione, già nella sentenza del 2024 (Cass. civ. n. 25223/2024), ha affermato che “i danni da fauna selvatica o da eventi naturali eccezionali, non altrimenti risarcibili, possono dar luogo a obblighi di risarcimento o indennizzo da parte delle autorità competenti”. Tale principio può essere esteso – per analogia strutturale – all’attuale caso, laddove eventi naturali abbiano pregiudicato gravemente i raccolti.

Tenendo conto di quanto sopra, il Comitato invita le aziende colpite a: documentare con foto e video geolocalizzati il danno, raccogliere campioni dei frutti caduti, richiedere perizie agronomiche tempestive e acquisire dati climatici ufficiali (ARPAC, stazioni meteo) riferiti ai mesi di giugno e luglio 2025. Tali elementi saranno indispensabili per dimostrare l’eccezionalità e l’imprevedibilità dell’evento, fondamentali per le richieste istituzionali e assicurative.

Il Comitato l’obiettivo di raccogliere adesioni, relazioni economiche e perizie, al fine di presentare istanze ufficiali presso i Comuni interessati e la Regione Campania per il riconoscimento dello stato di calamità naturale ai sensi del D.Lgs. 29 marzo 2004, n. 102, normativa che disciplina le avversità atmosferiche eccezionali, con previsione di indennizzi ed agevolazioni contributive.

Parallelamente, il Comitato sta sollecitando un tavolo tecnico urgente con l’Assessorato regionale all’Agricoltura e il Servizio Fitosanitario regionale per un sopralluogo immediato e una qualificazione ufficiale del fenomeno. Sono già stati attivati canali istituzionali e parlamentari locali per richiedere misure di sostegno economico, anche in chiave PNRR dedicata al comparto agricolo

Il ruolo del Comitato è quello di coordinare in modo unitario la raccolta delle prove, l’interlocuzione con le istituzioni, l’attivazione delle polizze assicurative (quali quelle attivabili fino al 70 % di copertura per danni superiori al 30 % della produzione, secondo il regolamento UE 2022/2472) e – ove necessario – valutare la prospettiva di azioni collettive per responsabilità non direttamente legate al caso fortuito, in presenza di inefficienza dei servizi pubblici o di fornitori compromessi.

Solo una reazione rapida, documentata e coerente con i principi civilistici e giurisprudenziali potrà garantire alle imprese una risposta concreta, attraverso il riconoscimento della calamità, l’accesso a fondi straordinari e misure risarcitorie o indennitarie dotate di responsabilità dimostrata”

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