di Anna Bembo
In Campania cresce il numero di famiglie che vivono con il fiato corto, schiacciate tra spese quotidiane e rate da pagare. A sorpresa, non sono solo le persone con basse qualifiche a trovarsi in difficoltà economica: l’81% dei profili a rischio sovraindebitamento possiede almeno un diploma o una laurea. È quanto emerge da Finsight, l’Osservatorio di Bravo, in occasione del Mese dell’Educazione Finanziaria.
Un dato che sfata l’idea secondo cui un livello d’istruzione più alto basti a proteggere dai problemi economici. In realtà, chi ha un titolo medio-alto tende ad avere debiti più consistenti, in media 30 mila euro contro i 24 mila dei non diplomati. Quasi la metà (48%) ha un’esposizione superiore ai 25 mila euro e il 40% gestisce contemporaneamente almeno tre debiti. Il reddito più stabile e la maggiore facilità di accesso al credito diventano, così, un’arma a doppio taglio per chi non dispone di una solida cultura finanziaria.
Il profilo più frequente è quello di un uomo tra i 45 e i 54 anni, occupato a tempo indeterminato, con reddito mensile compreso tra 1.500 e 2.000 euro. Spesso sposato e con figli, possiede una casa o vive in affitto, ma fatica a gestire impegni finanziari multipli. Un quadro che ribalta lo stereotipo del sovraindebitato come persona ai margini: si tratta di lavoratori con entrate regolari, ma senza strumenti per pianificare e bilanciare entrate e uscite nel lungo periodo.
La Campania si colloca tra le regioni più esposte, insieme a Lombardia e Lazio, con una quota pari al 9% dei diplomati e laureati sovraindebitati. Un fenomeno che risente del costo della vita crescente, della precarietà del lavoro e di un tessuto economico familiare spesso fragile. L’abitudine a ricorrere a finanziamenti per spese impreviste o beni di consumo si somma alla mancanza di competenze nella gestione del denaro, creando un circolo vizioso difficile da interrompere.
Per Daniel Martinez, Co-Country Manager di Bravo in Italia, “l’educazione finanziaria è la vera difesa contro il sovraindebitamento. I dati dimostrano che la formazione scolastica non basta: bisogna insegnare fin da giovani a pianificare un budget, comprendere il funzionamento dei prestiti e valutare la sostenibilità dei propri debiti. È una competenza di vita, non solo economica”.
In Italia, secondo l’Ocse, solo il 16,6% della popolazione possiede conoscenze finanziarie di base: un dato che colloca il Paese al 36° posto su 39 nel mondo. In Campania, dove i redditi medi sono più bassi della media nazionale, la mancanza di consapevolezza finanziaria pesa ancora di più.
Bravo – azienda leader nella gestione del debito personale – ha già aiutato oltre 18 mila italiani a rinegoziare le proprie posizioni economiche e ha avviato la Bravo Academy, un programma di educazione finanziaria pensato per offrire ai clienti strumenti concreti per prevenire nuovi casi di indebitamento. “La nostra missione – aggiunge Martinez – è non dover aiutare mai la stessa persona due volte: significa che ha imparato a gestire il proprio denaro con consapevolezza”.
Educare alla finanza personale significa dunque investire nel futuro. Perché, come mostra il caso campano, anche un titolo di studio non basta a proteggersi se non si impara a conoscere il valore e il peso reale del denaro. In una regione dove le famiglie affrontano quotidianamente il caro vita e la precarietà, imparare a gestire le proprie risorse è ormai una forma di libertà



