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Campania Felix -MareTerraMare, ricucire la Campania attraverso ambiente, cultura e sostenibilità

Ad Avellino nasce la nuova Associazione con una visione strategica

di Rosa Bianco

C’è una Campania che non vuole più essere raccontata per frammenti, separando la costa dall’entroterra, il mare dalle montagne, le grandi direttrici turistiche dai piccoli borghi delle aree interne. È la Campania che sceglie di riconoscersi come un unico grande sistema territoriale, nel quale le differenze non costituiscono una distanza, ma diventano la premessa di una nuova forma di sviluppo.

È questa la visione che anima “Campania Felix – MareTerraMare”, la nuova Associazione APS presentata martedì 11 agosto nella Sala Stampa del Corriere dell’Irpinia, ad Avellino. Un progetto che nasce nel cuore dell’Irpinia e che, proprio dalla sua posizione geografica e dalla sua storia, intende guardare verso il Tirreno, costruendo una relazione nuova e concreta tra le aree interne e la fascia costiera.

A guidare questa sfida sono il Presidente Antonio Verga,Presidente onorario Gianni Festa e il vicepresidente Ciro Iengo, chiamati a dare forma a una progettualità che supera la logica dei confini amministrativi per mettere al centro un’idea più ampia di territorio: una Campania interconnessa, capace di valorizzare contemporaneamente patrimonio ambientale, cultura, identità, produzioni, turismo e comunità.


Il nome stesso, Campania Felix – MareTerraMare, racchiude il senso di questa prospettiva. Non una semplice linea che collega due estremità, ma un movimento circolare di persone, conoscenze, economie e opportunità. Il mare non come limite dell’orizzonte, dunque, e la terra interna non come periferia, bensì come parti complementari di un unico paesaggio umano e culturale.

L’Irpinia, in questa visione, può assumere una funzione strategica. Le sue risorse naturalistiche, i borghi, le tradizioni, il patrimonio enogastronomico, i cammini, le produzioni di qualità e la ricchezza culturale possono dialogare con il patrimonio archeologico, paesaggistico e marino della costa tirrenica. È un rapporto che può generare valore proprio attraverso la complementarità: il mare porta verso l’interno nuovi flussi, mentre le aree interne restituiscono alla costa esperienze, cultura, natura, autenticità e qualità della vita.

Non si tratta, quindi, soltanto di promuovere nuovi itinerari turistici. La sfida è più ambiziosa: costruire una strategia territoriale integrata, capace di mettere in relazione ambiente e cultura, sostenibilità e sviluppo economico, tutela del paesaggio e innovazione.

In questa prospettiva la cultura può diventare una vera infrastruttura immateriale. Musei, siti archeologici, borghi, tradizioni popolari, produzioni agricole, percorsi naturalistici e patrimonio gastronomico possono essere letti come elementi di un unico racconto. Un racconto che attraversa la Campania da un mare all’altro della sua identità, restituendo centralità anche a quelle aree interne che troppo spesso sono state considerate soltanto in termini di marginalità e spopolamento.

La sostenibilità rappresenta l’altra parola chiave del progetto. Connettere senza consumare, valorizzare senza impoverire, promuovere senza snaturare: è questa la direzione nella quale può svilupparsi un nuovo modello di economia territoriale. La tutela dell’ambiente, in tale prospettiva, non è un ostacolo allo sviluppo, ma una delle sue condizioni fondamentali.

E proprio perché un progetto di questa portata non può esaurirsi nell’attività di un’associazione, tra gli obiettivi indicati figura anche la creazione di una Fondazione di Comunità, strumento capace di favorire partecipazione, corresponsabilità e collaborazione tra istituzioni, associazioni, imprese, realtà culturali e cittadini.

Le prime iniziative territoriali porteranno il progetto sulla costa, con due prossimi appuntamenti a Ercolano e Bacoli. Due luoghi altamente simbolici, nei quali il patrimonio archeologico, il paesaggio e la dimensione marina possono incontrare la progettualità che parte dall’Irpinia.

È proprio questo il tratto più interessante di “Campania Felix – MareTerraMare”: non un progetto dell’Irpinia per l’Irpinia, ma un progetto che dall’Irpinia guarda alla Campania intera.

In un tempo nel quale spesso si insiste sulla necessità di ricucire territori frammentati, l’iniziativa propone una strada concreta: trasformare le distanze in relazioni, le diversità in complementarità, le identità locali in una grande identità territoriale condivisa.

La Campania può così tornare a essere letta come un mosaico nel quale ogni tessera conserva la propria unicità, ma acquista un significato più forte quando entra in relazione con le altre.

Mare e terra, costa e interno, memoria e futuro. È lungo questa direttrice che “Campania Felix – MareTerraMare” intende costruire la propria sfida: fare dell’interconnessione territoriale non soltanto uno slogan, ma una concreta politica di sviluppo sostenibile, fondata sulla cultura, sull’ambiente e sulla capacità delle comunità di riconoscersi parte di un medesimo destino.

E l’Irpinia, questa volta, non si pone ai margini della Campania: si propone come ponte.

Rosa Bianco

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