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Carburanti, stangata da bollino nero: la fiammata dei prezzi azzera i tagli del Governo

Finisce bruscamente la tregua sul prezzo dei carburanti. Proprio alla vigilia del primo weekend da bollino nero sulle autostrade italiane, con milioni di automobilisti pronti a mettersi in viaggio per le vacanze, i listini alla pompa tornano a salire vertiginosamente. La misura di calmieramento temporaneo promossa dal Governo — che aveva introdotto uno sconto di 17 centesimi sul solo gasolio a partire dal 27 luglio — si sta dimostrando del tutto insufficiente a contenere le scosse dei mercati internazionali.

A vanificare gli effetti del decreto sono state le recenti tensioni geopolitiche nello Stretto di Hormuz, che nelle ultime due settimane hanno fatto impennare le quotazioni del greggio, trasferendo immediatamente i rincari sui prezzi al dettaglio. Secondo i dati diffusi dall’Osservatorio del Mimit (Ministero delle Imprese e del Made in Italy), il prezzo medio in modalità self-service sulla rete nazionale è salito a 1,995 euro al litro per la benzina e 2,080 euro per il gasolio, in netto aumento rispetto a 1,989 e 2,066 di giovedì. Stesso copione lungo le autostrade, dove la benzina ha toccato quota 2,081 euro al litro e il gasolio è arrivato a 2,175 euro. Come calcolato dall’Unione Nazionale Consumatori, questi aumenti si traducono in un aggravio immediato fino a 0,70 euro in più a rifornimento per un pieno da 50 litri.

L’efficacia della misura fiscale solleva intanto forti proteste tra le associazioni di tutela. Il Codacons evidenzia come lo sconto teorico sulle accise del gasolio non sia mai giunto integralmente alla pompa, riducendosi nei fatti a soli 10,3 centesimi netti al litro e portando un pieno a costare circa 3,35 euro in più rispetto a quanto preventivato. Il territorio si mostra peraltro spaccato a due velocità: le aree più penalizzate dai rincari risultano essere Molise, Puglia, Campania e Calabria, dove lo sconto è stato quasi del tutto assorbito dai rialzi, mentre la spinta dei prezzi ha tenuto meglio in regioni come Friuli Venezia Giulia, Veneto, Sardegna e Lombardia.

L’attenzione resta ora puntata sul nodo politico. Il decreto ponte approvato il 27 luglio scadrà il prossimo 6 agosto: l’esecutivo tornerà a riunirsi al tavolo per analizzare il monitoraggio della prima settimana di sconti e valutare se prorogare il taglio delle accise per tutto il mese di agosto o se introdurre modifiche alla misura

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