“Il Covid è una ferita che rimarrà nella nostra esistenza. E’ ancora presto per capire come abbia trasformato il nostro modo di relazionarci col mondo. Quel che è certo è che tutte le ferite hanno bisogno di tempo per guarire. E’, però, un traguardo importante poter incontrare di nuovo il pubblico, cercare di tornare un po’ alla volta alla normalità delle relazioni, a quella circolazione di idee che è anima della cultura”. Lo sottolinea lo scrittore Francesco Carofiglio ospite questo pomeriggio, alle 18, in città, a Villa Amendola, in occasione della presentazione dell’ultimo romanzo “Le nostre vite”, edito da Piemme. Un incontro promosso dall’associazione “Per Aenigmata” con il patrocinio del Comune di Avellino. A confrontarsi con l’autore la professoressa Roberta De Maio.
Carofiglio spiega come “La gestazione di questo romanzo parte da lontano, mi ha accompagnato nel corso di precedenti scritture. Lo spunto arriva dalla lettura del saggio di una neuropsichiatra svedese che indaga sull’ippocampo, quella parte del cervello che custodisce i ricordi e sugli effetti delle forti insufficienze mnemoniche. Di lì è partita una riflessione su cosa saremmo senza i ricordi della nostra adolescenza, senza la memoria di dolori e gioie della nostra esistenza. Ho immaginato così la storia di un personaggio, Stefano Sartor, cinquantenne professore di filosofia, la cui esistenza è lacerata da un incidente che gli ha portato via famiglia e memoria. Mi sono interrogato su come possa avvenire il processo di ricostruzione dell’io per un uomo senza passato, adulto senza avere nessuna cognizione della sua infanzia o adolescenza. Ma Stefano è anche un uomo che prova a rinascere, che non si arrende. Una storia che si intreccia con quella di Nina, sedicenne che vive la notte più bella della sua vita, sulla soglia dell’età adulta, ma dovrà fare i conti con le terribili sorprese che possono regalare gli innamoramenti a quell’età. Ho provato a mettere insieme storie e destini sul tema della memoria e dell’identità, storie che scorrono parallele ma sono destinate a incontrarsi. Un flusso che costringerà i protagonisti ad aprire alcuni cassetti segreti dalla coscienza, in uno scenario che oscilla tra la Puglia e Parigi. Saranno questi luoghi a segnare i destini dei protagonisti. A caratterizzare la narrazione il diario del sonno che il protagonista scrive ogni mattina, nel corso di due settimane, per raccontare gli eventi della notte, a partire da ciò che accade in prossimità del risveglio”. La sfida è, dunque, costruire da zero la memoria, reimpossessarsi della propria vita: “Stefano stava imparando a conoscere suo nonno. – scrive Carofiglio – Non aveva nessun altro, non ricordava nulla di suo padre e di sua madre, morti nell’incidente, qualche mese prima. A volte si sforzava di ricordare i loro volti, la voce, un gesto qualsiasi, ma la sua memoria era serrata, chiusa per sempre, dopo il risveglio dal coma. Era diventato orfano di tutto, dei suoi genitori, della sua casa, di ogni dettaglio della sua vita passata”. E proprio il tema della ricerca dell’identità è una costante dei suoi romanzi “Mi interessa indagare – spiega Carofiglio – i meccanismi che regolano la percezione di sé stessi e del mondo, il sistema di relazioni del soggetto con l’universo che lo circonda. E poi la memoria, scoprire le connessioni tra le idee ha molto a che vedere con il gesto creativo” . E sul valore della lettura “Sono convinto che i libri siano sempre utili, in tutte le stagioni della propria esistenza, nei libri c’è sempre un appiglio per crearsi un varco al di là della superficie grigia e prospettare nuove possibilità di esistenza. Consentono di aprire porte inattese sul passato e sul futuro”.
Francesco Carofiglio, architetto, regista e illustratore, ha lavorato per molti anni come attore e autore teatrale. E’ autore di soggetti e sceneggiature per il cinema e la televisione. Tra i suoi romanzi più recenti “Wok” (Piemme, 2014), “La casa nel bosco” (Rizzoli, 2014), “Voglio vivere una volta sola” (Piemme, 2014), “Una specie di felicità” (Piemme, 2017), “Il maestro” (Piemme, 2017), “Il libro per ragazzi Jonas e il mondo nero” (Piemme, 2018), “L’estate dell’incanto” (Piemme, 2020).
Carofiglio si racconta a Villa Amendola: “Le nostre vite”, memoria indispensabile per la nostra identità
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redazione web
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