Decesso per mesotelioma pleurico dell’operaio Giovanni Venezia: 4 persone a processo. Dovranno affrontare l’istruttoria dibattimentale per omicidio colposo Vincenzo Izzo, Pasquale De Luca, Aldo Serio, Giovanni Notarangelo, già processati nel filone principale (attualmente in Appello) relativo alle morti causate dallo stabilimento di Rione Ferrovia e denominato l’ex Isochimica.
Oggi sono stati rinviati nuovamente a giudizio con le accuse di concorso di omicidio colposo per la morte dell’operaio Giovanni Venezia, deceduto il 3 maggio 2019 per una malattia causata dall’esposizione alle fibre di amianto durante il periodo di attività lavorativa espletata dal 1985 al 1988, quale operaio scoibentatore presso l’Isochimica di Avellino”. famiglia Venezia, costituita dalla moglie Giuseppina D’Acierno e dai figli Filomena e Orlando Simone, è parte civile nel processo ed è assistita dagli avvocati Palmira Nigro, Felicia Bruno e Dario Cierzo, del foro di Avellino. È stato proprio l’avvocato Cierzo a presentare la richiesta di citazione del responsabile civile, autorizzata dal giudice.
I quattro imputati sono accusati di aver concorso nell’omicidio colposo dell’ex operaio. Vincenzo Izzo nella qualità di dirigente con funzioni di capo impianto e di responsabile tecnico del trattamento delle fibre di amianto residuate alla scoibentazione e responsabile aziendale della sicurezza, Pasquale De Luca in veste di vice e collaboratore. Per Aldo Serio, funzionario delle Ferrovie dello Stato in servizio presso l’ufficio servizio sanitario IV e Giovanni Notarangelo, funzionario delle Ferrovie dello Stato in servizio presso l’ufficio sanitario le accuse sono legate ad un verbale di sopralluogo del 2 agosto 1983 presso l’Isochimica.


