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Punto di primo soccorso a Solofra, arriva il no del Tribunale dei Diritti del Malato: “Sarebbe un doppione, peraltro illegittimo”

Marcarelli (Tribunale Diritti Malato): “Non è stata mai condivisa o ritenuta utile o possibile l’attivazione del Punto di Primo Intervento… Non ci sono assolutamente le rigorose condizioni previste circa gli standard qualitativi, strutturali e tecnologici”

Cittadinanzattiva contro l’apertura di un punto di primo intervento a Solofra. Lo conferma la lettera inviata da Angela Marcarelli, coordinatrice provinciale di Cittadinanzattiva e del Tribunale dei Diritti del Malato, in risposta all’iniziativa del Moscati, tra l’altro recentemente ‘benedetta’ dal presidente della Regione Campania Roberto Fico e dallo stesso consiglio comunale solofrano. Marcarelli indirizza la lettera al direttore generale dell’Azienda Ospedaliera Moscati di Avellino: “Le scrivo per ringraziarla per l’invito che nel pomeriggio del 16 settembre scorso ci ha permesso di partecipare all’inaugurazione dell’apertura dell’ampliato e ammodernato Pronto Soccorso. Con una nostra delegazione di 4 operatori del Tribunale dei Diritti del Malato di cui due esperti della sanità per averla vissuta senza soluzioni di continuità in tutta la loro vita lavorativa, e due con esperienza di tutela dei diritti del malato sul campo dal 2011, come volontariato puro, abbiamo avuto modo di ascoltare lei e il presidente della giunta regionale e siamo rimasti piacevolmente colpiti dalla nuova politica di gestione della sanità regionale che pone al centro la persona e l’umanizzazione delle cure e l’efficienza del sistema. Per la prima volta dopo anni abbiamo pensato di poter aspirare a quel cambiamento reale e concreto che può portare, con l’impegno di tutti, alla restituzione al paziente della sua dignità di persona malata bisognosa di cura e al sistema sanitario di ottimizzare ogni aspetto afferente l’accessibilità che ad oggi risulta ancora caratterizzata da molte problematiche per una serie di criticità sistemiche che coinvolgono l’assistenza territoriale e quella ospedaliera (a partire dalla gestione delle agende). Non a caso si è fatto riferimento proprio al nuovo assetto territoriale (case e ospedali di comunità, Cot…)”.

IL PRIMO SOCCORSO

“Ci siamo soffermati con grande attenzione sull’annunciata attivazione di un punto di Primo Intervento presso il presidio ospedaliero di Solofra, che dovrebbe contribuire a migliorare i servizi. Con vero spirito collaborativo e di lealtà, che contraddistingue da sempre questo Tribunale per i diritti del Malato, che la sottoscritta si onora di rappresentare dal 2011, esprime tutta la propria contrarietà legata ai tempi della conversione del presidio ospedaliero di Solofra e quindi della chiusura del Pronto Soccorso che negli ultimi anni di gestione Asl aveva consolidato accessi di oltre ventimila annui. E storia nota l’opposizione del TDM alla chiusura del P.S. di Solofra (per scongiurarne la chiusura non è mancato il ricorso all’autorità giudiziaria alla quale sono stati presentati mirati esposti in cui veniva chiesto anche una Ctu per la verifica dei dati propedeutici al deliberato, per scongiurare l’interruzione dell’attività di P.S., che il PM purtroppo non ha accolto). Allo stesso modo non è stata mai condivisa o ritenuta utile o possibile l’attivazione del Punto di Primo Intervento che ancora oggi anche la giunta comunale di Solofra, nella sua delibera di giunta del 3 settembre 2026, ne chiede l’apertura declinandolo come Punto di Primo Soccorso. Una sorta di equivoco tra punto di Primo Intervento e Punto di Primo Soccorso è stato rinvenuto anche negli atti aziendali che si sono succeduti negli anni durante e successivamente alla soppressione del P.S. di Solofra. La decisione del precedente direttore generale di non attuare il Punto di Primo Intervento nè il declinato Punto di Primo Soccorso, sfidando il rigore dell’attuazione degli atti aziendali più volte rinnovati nonostante la condizione di sovraffollamento del P.S. di Contrada Amoretta nel periodo di riferimento fosse ancora più sovraffollato ci impone una riflessione”.

IMPEDIMENTO LEGALE ALL’ATTUAZIONE DEL PUNTO DI PRIMO INTERVENTO

“La ragione principale per cui questo TDM chiede alla SV di rivalutare l’iniziativa di attivare il Punto di Primo Intervento riflette soprattutto sulla fattibilità legale. Non ci sono assolutamente le rigorose condizioni previste e rinvenibili nel DM 70 del 2015. Lo studio del Direttore ASP di Jelsi (AN) del 12.10.2014 circa gli standard qualitativi, strutturali, tecnologici ecc… e le precise condizioni per l’attivazione di un PPI, fornisce un chiaro spaccato anche temporale dell’evoluzione di questo tipo di servizio anche a livello nazionale che lo riconduce ad uno strumento momentaneo di sperimentazione con la conseguenza di tramutarlo in un semplice posto fisso del 118 con auto di soccorso medicalizzata che proprio nelle vicinanze del presidio ospedaliero di Solofra è già attivo ed operante nell’ambito della Rete territoriale dell’emergenza e gestito dall’Asl. Nello stesso importante documento del Direttore della citata ASP a pag.10 sono richiamati il DGRC 2343/2003 recante “Nuove linee guida per l’organizzazione dei presidi di assistenza urgenza territoriale” e il DGR n.1268 del 16.7.2009 recante modifica e integrazione alla DGRC 1570 – indirizzi operativi per la riorganizzazione delle postazioni Psaut e Saut”. Si evidenzia che secondo le suddette discipline, come chiarito pure dallo studio del citato Direttore ASP, la regione Campania risulta avere istituito diverse postazioni Psaut e Saut in luogo dei Punti di Primo Intervento ragione per cui queste stesse discipline afferiscono ai medesimi standard e disciplina cui soggiace l’attivazione di un Punto di Primo Intervento. Dall’esame complessivo dei citati provvedimenti emerge con chiarezza che in ogni caso il Punto di Primo Intervento è una attività provvisoria che dopo sei mesi deve essere tramutato in punto fisso con auto medicalizzata del 118, che come detto, opera già da decenni proprio nelle vicinanze del presidio ospedaliero di Solofra. Questo è uno dei due insuperabili motivi per cui riteniamo non debba essere attivato il Punto di Primo Intervento”.

UN DOPPIONE

“Da quanto sopra e possibile, inoltre, chiaramente capire le motivazioni per cui tutti i cittadini, consapevoli del fatto che si creerebbe un doppione quando l’esigenza impellente risulta essere quella di un Pronto Soccorso capace di dare risposte di urgenza e decongestionare l’affollamento del P.S. del Moscati di Avellino. Certamente la normativa ci guida verso la richiesta di abbandonare l’idea a favore di un Pronto Soccorso realmente necessario per il territorio. L’impegno tangibile della Direzione Strategica rispetto all’accessibilità alle cure soprattutto presso il Pronto Soccorso di Contrada Amoretta congiunta alla nuova percezione di possibilità cura determinata dalla nomina del Direttore del Pronto Soccorso che sta lavorando tantissimo per l’umanizzazione delle cure e l’accessibilità ad esse (affermazione questa che si fonda sulle numerose segnalazioni di apprezzamento da parte di pazienti) e per risolvere molti dei noti problemi del PS ci guida verso la concreta possibilità di un ulteriore incremento degli accessi al PS”.
UNA DECISIONE DA RIVALUTARE E L’ESEMPIO DI SANT’AGATA DEI GOTI
“Alla luce di quanto sopra chiediamo alla S.V. di rivalutare la decisione di attivare un Punto di Primo Soccorso per adottare quella di riportare a Solofra il Pronto Soccorso di base anche con funzionamento ridotto. A tal proposito e in considerazione che il PO di Solofra è fornito già delle necessarie strutture di supporto indispensabili all’apertura di un PS, portiamo alla Vs attenzione l’organizzazione del PS del P.O di S. Agata dei Goti aggregato al S. Pio di Benevento che ha un funzionamento solo giornaliero (dalle 8 alle 18) di tutti i giorni della settimana. Un PS, anche a funzionamento ridotto, non può che offrire al territorio quella porta ulteriore di accesso all’emergenza urgenza di cui ha realmente bisogno, al Pronto Soccorso del Moscati di abbattere il sovraffollamento che incide sulla qualità dell’assistenza di emergenza e sulla sicurezza di pazienti ed operatori e al territorio un beneficio diffuso”.

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