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Centro autismo, una passerella. Con qualche eccezione

È stato Roberto Fico a sbloccare lo stallo: 150 mila euro e la struttura è stata aperta. Ci voleva poco. Una manciata di spiccioli. Dopo più di vent’anni, si sblocca lo stallo.
La prima pietra risale all’11 giugno 2007. Sindaco di Avellino è Giuseppe Galasso. Ma l’idea nasce con il sindaco Antonio Di Nunno, grazie all’assessora Elvira Lenzi.
Però le lungaggini burocratiche sono infinite quanto incomprensibili. Anni per approvare il progetto. Poi i lavori. Mancano i fondi. Di tanto in tanto il cantiere si ferma. Si chiude e si riapre. E chiude ancora. Tutto a rilento, comunque. A dare un impulso, a farlo ripartire nel 2008, è Enzo De Luca, che da assessore regionale firma un decreto da un milione e ottocentomila euro. Sembra la svolta. Ma poi cambia l’impresa. La burocrazia rallenta tutto.
L’associazione AIPA monitora, denuncia, sollecita a fare presto. I genitori dei ragazzi affetti da sindrome dello spettro autistico attendono. Problemi tecnici, amministrativi, continui rinvii. La struttura diventa la grande incompiuta per eccellenza. Un simbolo, utilizzato spesso dalla politica come sfondo per promesse elettorali. La politica ha le sue colpe. A Valle ci passano un po’ tutti i politici. Ci passa anche Beppe Grillo nel 2013. Ognuno promette, s’impegna. Quasi nessuno conclude.
Il Centro di Valle è un monumento all’incapacità amministrativa. Lo sfondo della cattiva politica. Il problema è anche la proprietà del terreno su cui è stata realizzata la struttura. Cambiano i sindaci e i governatori. Vincenzo De Luca, alla guida della Regione, non può nulla. I sindaci di Avellino ci provano. Passano gli anni e succede poco. Nulla.
Distinguendo l’impegno dei politici da quello dei dirigenti sanitari — Maria Concetta Conte, direttrice generale dell’ASL, ha avuto solo un ruolo operativo nell’attivazione del servizio — in pochi hanno lasciato il segno. Con l’eccezione dei genitori dei ragazzi affetti da sindrome dello spettro autistico, Galasso e Lenzi, di Enzo De Luca, per il finanziamento del 2008, e di Roberto Fico, che ha sbloccato gli ultimi fondi necessari all’apertura. Per gli altri è una passerella.

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Antonio Picariello

1 commento

  1. Forse sarebbe il caso di leggere il libro “Ad Ulisse andò anche meglio” di Scipione Pagliara. Per non dimenticare.

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