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Certamen Vergilianum, studenti protagonisti: così gli studi classici aiutano a dare forma alla vostra vita

“Cari ragazzi, sappiate che siete tutti vincitori perche’ avete saputo mettervi in gioco, confrontarvi con le vostre e le altrui conoscenze, venendo a contatto con docenti e studenti di realtà differenti”. Si apre con queste parole di encomio per tutti i partecipanti al X Certamen Vergilianum Neapolitanum il saluto della Prof.ssa Valentina Bia, Dirigente scolastico del Liceo ” Vittorio Emanuele II – Garibaldi ” che dal 2010 apre le sue porte a delegazioni di studenti meritevoli provenienti dai licei di tutta Italia. Per il Convitto Nazionale” Pietro Colletta” di Avellino erano presenti gli alunni Alfonso Capo e Gabriele D’ Aquino che hanno avuto modo di essere uditori presso l’Aula magna del Dipartimento di Scienze dell’Università di Napoli, ospitata nell’ Orto botanico di Napoli, di un approfondito intervento della Prof.ssa Rosanna Valenti, che ha illustrato, con maestria, le tematiche della guerra e della pace in Virgilio, muovendo dall’analisi del brano dell’Eneide relativo alla morte di Pallante, proposto ai concorrenti del Certamen come prova di traduzione, con analisi testuale.” Cari ragazzi, siate sempre orgogliosi dei vostri studi classici che vi consentono di ” formarvi”, dare forma alla vostra vita. Al liceo entrate adolescenti,ne uscite uomini e donne, chiamati ad esercitare diritti e doveri.”

Sulla stessa linea si pone la Dott.ssa Maria Caniglia , in rappresentanza del Sindaco Gaetano Manfredi: ” Non pensate mai alle mete come impossibili perché con tenacia e determinazione si possono raggiungere tutti gli obiettivi.” Cresce intanto in sala l’ attesa per la terna dei vincitori, ma spetta, intanto, alla Prof.ssa Valenti l’illustrazione della posizione virgiliana in merito alla guerra. ” Nell’Eneide – chiarisce la docente – l’ attenzione alla guerra e’ programmaticamente annunciata nell’ incipit del poema, ma, rispetto alla tradizione epica, vi e’ un forte elemento di novita’ perché la guerra viene ora suggerita, ora respinta dallo stesso Giove.”Il poema virgiliano, infatti, esplora le situazioni conflittuali.” Nell’ Eneide – precisa la Prof.ssa, sulla scorta degli studi di Williams- si alternano due voci virgiliane, una animata di spirito patriottico e nazionalistico, degna della tradizione dell’Orazio delle Odi romane, una più sommessa che denuncia, con reminiscenze catulliane, la vacuità della guerra che spegne giovani vite”.La stessa morte di Pallante viene vista come triste ed assurda, subentrata nel primo giorno di combattimento dell’ eroe, come nella prima notte di nozze morirono i figli d’ Egitto per mano delle Danaidi, il cui mito e’ descritto per ekphrasis nell’ armatura dell’eroe. “Piu’ volte- spiega la docente- Virgilio ci presenta Enea come eroe ” cunctantem” , che esita nel compiere i delitti di guerra, come quando solleva dalla polvere il corpo di Lauro, perché non si sporchi.”

La Prof.ssa Valenti ribadisce la modernità dell’epos virgiliano, le cui tracce saranno ravvisabili anche nel teatro di Shakespeare, in cui sara esitante anche Pirro, figlio di Achille.” La Prof.ssa, rivelando la sua formazione retorica, chiarisce come hospes ed hostis abbiano la stessa radice per cui e’ labile la differenza, proprio come possano esserle i confini, a cui sono legati i destini della guerra. ” Nella stessa Eneide – chiarisce la Prof. ssa – viene ricordato ad Enea come hospites si siano poi trasformati in hostes perché siamo noi con le nostre scelte a dare valore alle parole. Basti pensare all’evoluzione di ” rivalis” che dall’essere attribuito a chi attinge l’ acqua dallo stesso fiume passa ad indicare ostilita’ cosi come ” captivus” , da ” prigioniero”, per influenza della tradizione cristiana del ” captivus diaboli” assume connotati di malignita’.

” I ragazzi del Certamen invece, come ricorda in chiusura della mattinata la D.S del liceo partenopeo sono stati tutti ospiti graditi,nel senso migliore del termine, ma e’ doveroso dare onore ai più bravi nella gara di traduzione. Salgono, dunque, sul podio del X Certamen Vergilianum Neapolitanum Giorgia Salvadori e Chiara Gargiulo, prime e terze classificate del Liceo Classico Statale Mamiani, Roma, mentre Matteo Falanga, dal Liceo classico Statale J. Sannazaro, Napoli si piazza al secondo posto. La foto finale e’, pero’ , per tutti come nelle intenzione della Dirigente e dei professori Mario Vitelli, Fiorella Caccavale e Simonetta Fontana, referenti dell’evento che si chiude con un brindisi nei giardini dell’Orto botanico, tra una varietà di piante che seducono docenti e studenti visitatori, ai quali l’ Assessore alla Cultura presente all’evento rivolge l’invito di essere sempre ambasciatori di quella bellezza che salvera’il mondo, come ci ricorda proprio il russo Dostoevskij perché la cultura unisce sempre.

Pellegrino Caruso

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