Il linguaggio cinematografico che ti fa scoprire quanto la vita di ognuno, attraverso uno schermo, può diventare un’altra cosa se solo si scopre il lato più bello e fantastico. Perché “la vita è anche fantasia” come è stato detto nell’appuntamento di ieri, a Grottaminarda, al CineLab dopo il dibattito seguito al film “La febbre dell’oro” di Charlie Chaplin. Presso la sede di Ho-Lab della cittadina ufitana, infatti, è cominciata una serie di proiezioni, la seconda il prossimo 13 marzo: “Quarto potere” di Orson Welles. Ieri si è discusso con Teodoro Minichiello, ex insegnante e uomo di chiesa, che è stato un punto di riferimento per molte generazioni di grottesi, educati alla cultura e alla bellezza. E ieri ha fatto il suo ritorno in mezzo a quelli, ormai cresciuti, che sono stati suoi alunni alle scuole medie di Grottaminarda. È stata proiettata “La febbre dell’oro”, una pellicola del 1925, di Charlie Chaplin, in piena era del film muto, mentre la seconda è del 1942, invece sonoro. Moderatore dell’incontro Antonio Cararuozzolo, docente ed esperto in cinematografia. “La febbre dell’oro” è uno dei tanti capolavori di Chaplin come “Il grande dittatore”, ad esempio. Quella vista ieri è l’edizione ” più bella – ha detto don Teodoro – perché attraverso anche il cinema che non parlava, allora, potevi cogliere significati potenti: come il messaggio dei film di Chaplin, che alla fine ti portano a stare sempre con i più deboli”. Come la maschera dello stesso grande attore americano, lo Charlot povero, ma comunque innamorato della vita, che faceva una grande tenerezza. Ma chi era davvero Charlie Chaplin? “Uno che, con i suoi film, si schierava a favore della pace”. E il cui fascino derivava da una antenata pellerossa. Una partecipazione attiva e numerosa ha fatto da corollario alla serata
Interventi
CineLab a Grottaminarda, al via la rassegna cinematografica nella sede dell’Arci
Dopo l'appuntamento di ieri con "La febbre dell'oro" di Charlie Chaplin, il 13 marzo toccherà "Quarto potere" di Orson Welles




