Inizia da oggi una dieta ferrea per il Comune di Avellino. Una dieta che, se rispettata, porterà i suoi primi frutti già entro la fine dell’anno. La ricetta è stata messa nero su bianco dal commissario prefettizio Giuliana Perrotta e su queste linee guida è stato dato un immediato incarico ai dirigenti comunali: entro 15 giorni dovranno stilare una relazione, una per ogni settore, “una relazione dettagliata sugli interventi proposti nel proprio ambito di competenza, da sottoporre al Commissario ai fini della predisposizione di tutti gli atti conseguenti e susseguenti”. La delibera fissa i criteri da seguire per rimettere in ordine i conti del Comune di Avellino: “Attuando questi indirizzi – si legge nella delibera –, e approfondendo le cause che hanno portato allo squilibrio, l’Ente potrebbe invertire la rotta e ricostruire degli equilibri di bilancio solidi e sostenibili”.
LE CONTROMISURE: REVISIONE DELLA SPESA, REVISIONE DELLE PARTECIPATE E PIANO DI ALIENAZIONE
Si va dalla conferma dell’aumento dell’aliquota Irpef all’1 per cento, ad un giro di vite nell’affidamento di consulenze ed incarichi esterni, passando anche per una riorganizzazione più funzionale degli uffici. Verrà, per esempio, rimesso in piedi l’Ufficio legale, in modo da evitare che ogni volta il Comune cerchi all’esterno dell’ente un avvocato a cui affidare la propria rappresentanza legale nelle varie cause giudiziarie che si dovessero presentare: “E’ necessario operare nell’immediato una consistente riduzione della spesa corrente nonché una incisiva attività di razionalizzazione della stessa, una riorganizzazione dell’apparato amministrativo ed una revisione della programmazione finanziaria, in coerenza con i principi di economicità, efficienza ed efficacia, fornendo agli uffici direttive univoche e immediate per garantire il conseguimento degli obiettivi del piano approvato”.
L’ALIQUOTA IRPEF ALL’1% CON ESENZIONE PER I REDDITI INFERIORI AI 20MILA EURO
“Tra gli impegni assunti e realizzati dall’Ente ai fini del riequilibrio strutturale c’è l’incremento dell’aliquota dell’Addizionale Comunale all’Irpef dello 0,2 per cento con esenzione totale per i redditi inferiori a 20mila euro. L’aliquota, in questo modo, è passata dallo 0,8 all’1% del reddito imponibile, incremento deliberato dal consiglio comunale il 25 maggio 2022 e che sarà mantenuto fino all’anno 2027 come da cronoprogramma”.
“Valorizzazione delle entrate patrimoniali attraverso la ricognizione del patrimonio e la vendita all’asta degli immobili; incremento della riscossione delle proprie entrate (accertamenti e incassi di competenza e in conto residui); riduzione strutturale del 2% annuo degli impegni di spesa di parte corrente relativi ai Servizi istituzionali, generali e di gestione… Ulteriori misure sono state adottate in autonomia dall’Ente, quali: l’eliminazione dell’accantonamento al Fondo garanzia debiti commerciali a partire dal bilancio di previsione 2024-2026 e per gli esercizi successivi; la graduale riduzione del Fondo crediti di dubbia esigibilità attraverso il miglioramento della capacità di riscossione in conto competenza e raggiungimento di una capacità media quinquennale di riscossione per la percentuale indicata nel cronoprogramma; la riduzione di talune tipologie di spesa corrente”.
I PRIMI TAGLI
I primi dipendenti comunali a fare le spese di questa spending review sono stati 3 addetti dell’ufficio staff della sindaca Nargi: “Una riduzione della spesa – scrive il commissario – è già avvenuta con la cessazione naturale, decorsa dallo scorso 23 luglio 2025, del rapporto di lavoro con le 3 risorse umane degli uffici di staff del sindaco, assunti ex art 90 del Tuel”.
LE PARTECIPATE: RAZIONALIZZAZIONE, SOPPRESSIONE O LIQUIDAZIONE
“Revisione degli organismi e delle società partecipate e dei rapporti contabili e finanziari con l’Ente: la rigorosa revisione della spesa con la indicazione dei precisi obiettivi di riduzione della stessa e la verifica e relativa valutazione dei costi di tutti i servizi erogati dall’Ente comporta una necessaria revisione di tutti gli organismi partecipati dall’Ente… Si provvederà ad una puntuale verifica dei crediti e dei debiti reciproci tra enti locali e propri organismi al fine di garantire trasparenza e veridicità delle risultanze di bilancio, appurando la simmetria delle reciproche poste creditorie e debitorie e salvaguardarne gli equilibri. Sarà necessario che il Comune di Avellino, in qualità di socio, nei casi di mancata collaborazione degli organi societari, attivi tutti gli strumenti previsti dal codice civile al fine di ottenere il riscontro di quanto richiesto, avvalendosi nondimeno dei ‘rimedi codicistici’ in presenza di omissioni degli organi di controllo. A tal proposito, nell’ambito della prossima ricognizione delle partecipate al 31.12.2024, si provvederà alla puntuale valutazione della ricorrenza dei parametri elencati nell’articolo 20 del Tusp ai cui esiti, adeguatamente ed espressamente motivati, ci si potrà determinare per un piano di riassetto ai fini della razionalizzazione o soppressione, anche mediante messa in liquidazione”.
VALORIZZAZIONE DEL PATRIMONIO IMMOBILIARE: IL PIANO DI ALIENAZIONE SARA’ INTEGRATO
Nella delibera del commissario Perrotta viene infine confermato che si proseguirà nella politica di dismissione dei beni immobiliari del Comune “per far fronte alle più immediate esigenze di bilancio, provvedendo ad indire
secondo bando con le condizioni migliorative previste dal regolamento”. “Si valuterà la integrazione del suddetto piano di alienazioni e valorizzazioni completando con la eventuale alienazione di ulteriori cespiti immobiliari non precedentemente considerati”. “Si valuterà, laddove possibile, la ottimizzazione del patrimonio attivando processi di valorizzazione, in termini monetari, mediante predisposizione di proposte unitarie di concessione temporanea (es. convenzioni in uso, affitto o comodato) o a lunga durata (concessioni)”. L’obiettivo è “attrarre investimenti privati di medio-lungo periodo in relazione a quegli immobili, in particolare – che non si intende rendere oggetto di alienazione – che siano suscettibili di messa a reddito tramite gestione economica da parte di soggetti privati, oppure che risultino da riqualificare o riconvertire coerentemente con le esigenze del Comune e della collettività o che meritino di essere valorizzati a fini economici attraverso l’utilizzo di fondi privati, pur rimanendo di proprietà del Civico Ente”.
OCCUPAZIONI ABUSIVE
“Si procederà ad attivare ogni utile azione a difesa del patrimonio pubblico, con particolare riferimento al contrasto all’occupazione abusiva di immobili”.
DIRITTI EDIFICATORI
“Si valuterà la possibilità di cessione dei diritti edificatori, di cubatura e di trasferimento di volumetrie nel rispetto delle norme ordinarie e speciali della legislazione urbanistica e di settore nonché di quanto è statuito dagli strumenti urbanistici vigenti in ordine a distanze obbligatorie dai confini e dalle strade, limiti di altezza, numero dei piani, tipologie edilizie e indici di densità fondiaria ed edilizia…”.
I DEBITI ACCERTATI DAL COMMISSARIO
Il Piano di riequilibrio approvato dalla Corte dei Conti – si legge nella delibera di giunta firmata dal commissario Perrotta – impone il raggiungimento di precisi obiettivi di risanamento finanziario e di contenimento della spesa fino alla data ultima del 31 dicembre 2026, ed in particolare, al 31 dicembre 2025 per 2.161.537,13 euro (quota di disavanzo annuale da recuperare). Al Comune di Avellino sono stati assegnati dal Ministero 16.210.970,46 euro, da erogare in 8 anni, in base ad un cronoprogramma che va dal 2024 al 2031: in pratica vanno previsti, e accantonati, 2 milioni di euro all’anno. A questi 2 milioni, si aggiungono, scrive nella delibera il commissario Perrotta, “anche la quota annuale di disavanzo da riaccertamento straordinario dei residui per 723.442,24 euro, e la quota annuale di disavanzo da Fondo Anticipazione di liquidità per 857.446,35 euro”.