“L’episodio di natura giudiziaria che ha coinvolto un dirigente del Comune di Benevento lascia perplessi e stupiti. Leggiamo dei primi tentativi di ricavare il dividendo politico dalla vicenda. Sorprende e amareggia”. Così una nota del coordinamento cittadino di Noi di Centro.
“Sorprende perché una semplice lettura, non già e non certo degli atti giudiziari ma semplicemente della nota ufficiale ai media della procura, attesta – si legge nelle nosta – che si è trattato di una condotta isolata, senza implicazioni e coinvolgimenti dell’amministrazione. Non vi sono dunque riflessi di natura politica. Amareggia perché il garantismo non si professa e non ha il timer.
Si esercita e lo si fa sempre, anche quando la tentazione di speculare è forte. Dovrebbe resistere poi chi come ha la tessera del Pd, in Campania e non solo, ha tanti amministratori coinvolti in vicende giudiziarie a vario titolo, anche con casi che hanno suscitato clamore: solo nell’ultimo anno, per restare in Campania, sono stati coinvolti in vicende giudiziarie l’ex tesoriere del partito e un Comune capoluogo a guida dem è stato addirittura sciolto per infiltrazioni della camorra”.
“Restare nel perimetro della politica, e lasciare a inquirenti e avvocati le vicende penali – conclude Ndc – è opportuno innanzitutto dal punto di vista morale perché su queste vicende nessuno è senza peccato e può permettersi di scagliare pietre, poi dal punto di vista giuridico, poiché come impone la Carta Costituzionale la responsabilità penale è personale e nessuno è colpevole fino a sentenza definitiva”.


