“Sarebbe stato opportuno convocare il Consiglio prima. Se non il 13 ottobre, un altro giorno non troppo lontano”. Antonio Bellizzi commenta così la discussione di questa mattina durante la capigruppo a Palazzo di città. Il confronto tra il presidente del Consiglio comunale Nicola Giordano e il consigliere comunale di opposizione Gianluca Festa è finito senza un’intesa sulla data della prossima seduta.
La data del 13 ottobre, proposta da Giordano, coincide con l’udienza del processo sull’inchiesta Dolce Vita, che vede Festa imputato. Il 13 no, ha detto Festa in un primo momento. E Giordano ha puntato sul 21 ottobre (alle 9, all’ordine del giorno i debiti fuori bilancio) e sul 28 ottobre, con il question time e la seconda convocazione fissata al 30 ottobre. Quasi due settimane dopo il 13. Troppo tardi, ha ribattuto Festa. Ma prima non è possibile perché il sindaco Nello Pizza, intanto, ha già preso un impegno. Va bene il 13, ha convenuto Festa. Ma anche il 13 Pizza non c’è.
“Non dobbiamo avere paura del confronto”, commenta a freddo Bellizzi. “Se c’è una mozione presentata dall’opposizione, come ad esempio quella sull’Acs, dobbiamo discuterne serenamente. Se c’è da trovare una soluzione per rendere lo stadio Partenio-Lombardi più capiente, dobbiamo andare in aula e parlarne. Accettiamo di valutare ogni contributo”, aggiunge il consigliere di maggioranza, eletto nelle file di Avellino città pubblica ed esponente dell’associazione Controvento. “Non c’è bisogno di fare ostruzionismo”.
È la premessa di Bellizzi. “Dopodiché è giusto che il 13 il Consiglio non si faccia: ci rendiamo conto che la vicenda del processo Dolce Vita interessa tutta la città. Però rinviare al 21 è forse eccessivo. Capisco gli impegni del sindaco e tutto il resto, ma ci sono dei problemi che richiedono risposte. Il periodo della pausa estiva è finito: c’è una macchina politico-amministrativa da rimettere in moto”.

