La Procura di Avellino ottiene il giudizio immediato nei confronti di Giuseppe Capaccio, difeso dal penalista Alfonso Maria Chieffo, indagato per tentato omicidio in concorso con il padre Pellegrino Capaccio. Il Gip del Tribunale di Avellino Antonio Sicuranza ha accolto la richiesta avanzata dal sostituto procuratore Giovanni Sodano, il magistrato che ha coordinato le indagini dei Carabinieri della Compagnia di Avellino. Contestualmente è stata notificata la chiusura delle indagini per il padre Pellegrino e per l’altro figlio 22enne difeso dall’avvocato Anna Caserta ed accusato di tentato incendio. Per i due indagati non raggiunti dal decreto di giudizio immediato ora la Procura potrebbe chiedere il rinvio a giudizio.
Secondo gli inquirenti, Giuseppe Capaccio, dopo aver estratto una pistola semiautomatico calibro 7,65 avrebbe puntato l’arma contro cinque persone giunte sotto la sua abitazione di Contrada Alvanite dopo una lite tra minorenni in piazza ad Atripalda. Dopo che le persone si erano date alla fuga , risalito sul balcone della sua abitazione, avrebbe sparato diversi colpi, ad altezza uomo, in direzione delle stesse che, a bordo delle automobili erano riusciti ad evitare i colpi dandosi alla fuga. Pellegrino Capaccio invece, per cui si procede separatamente, avrebbe istigato il figlio a far fuoco contro le persone, ordinandogli di recuperare la pistola e sparare.
Il secondo episodio contestato al Capaccio è sempre di tentato omicidio, quando avrebbe estratto dalla tasca la pistola calibro 7,65 e sparato diversi colpi, altezza uomo, in direzione delle dell’abitazione delle famiglia Romano, a piano terra.Determinante è stato il ritrovamento del veicolo. Sulla carrozzeria dell’auto sono stati infatti rilevati fori di proiettile compatibili con munizioni calibro 7,65, presenti lungo la fiancata della vettura. Le indagini sulla doppia sparatoria – avvenuta la stessa giornata, ma in momenti diversi – sono ancora in corso. I Carabinieri hanno individuato tutte le persone che erano presenti, oltre alla famiglia Romano, altri quattro soggetti, tra cui due donne.
Determinante è stato il ritrovamento del veicolo . Sulla carrozzeria dell’auto sono stati infatti rilevati fori di proiettile compatibili con munizioni calibro 7,65, presenti lungo la fiancata della vettura. I colpi sarebbero stati esplosi ad altezza uomo.

