E’ il professore Gerardo Vespucci, già dirigente scolastico, a raccontare come l’Alta Irpinia sia ancora costretta a fare i conti con isolamento e mancanza di un sistema di trasporti efficiente. Inaccettabili i tempi necessari per raggiungere da Napoli Sant’Andrea di Conza. Pubblichiamo di seguito la sua testimonianza
Ieri dovevamo tornare a casa, a Sant’Andrea, da Monza. Avevamo prenotato con Italo, in partenza dalla stazione centrale di Milano alle 10:10. Alla buon’ora ci siamo preparati e recati alla stazione di Monza: da via Manzoni – dove eravamo, pieno centro – ci si arriva in 10 minuti. Da Monza verso Milano, in media, viaggiano cinque treni in un’ora: tre verso la stazione centrale e due verso la stazione Garibaldi. Il tempo di percorrenza è di soli 10 minuti!
Noi abbiamo trovato pronto quello delle 8:55 e così alle 9:05 eravamo già a Milano centrale. Abbiamo potuto riposare e comprare anche qualcosa da Feltrinelli. Alle 10:10, dal binario 20, puntualissimo è partito Italo.
Questo treno non fa tutte le fermate intermedie: salta Reggio Emilia, Bologna e Firenze.
Pertanto è arrivato a Napoli con qualche minuto di anticipo alle 14:50. Quindi oltre mezza Italia attraversata in 4 ore e mezza circa! Tutto bene, dunque?
Nient’affatto, anzi!
Vediamo cosa accade quando si devono raggiungere le lande desolate delle zone interne: da Napoli a Sant’Andrea è come entrare in un altra dimensione dello spazio tempo! Per completezza di informazione, il treno Italo, di cui sopra, prosegue e termina a Salerno dove giunge intorno alle 16:00: in passato, era proprio Salerno la nostra destinazione finale. Ma abbiamo scoperto – grazie a nostra figlia – che le autolinee Caputo, di Conza, assicurano da Napoli, alle 16:30 un autobus proprio verso Sant’Andrea, dove arriva intorno alle 19:00.
Da Salerno, invece, la ditta SITA assicura un autobus verso Pescopagano alle 17:30 per raggiungere Sant’Andrea alle 20:00 circa. Stando così le cose, abbiamo deciso per Caputo. Evitando un’ora di treno – da Napoli a Salerno – ed un’ora di ritardo sull’arrivo a casa. In attesa di prendere Caputo, abbiamo indugiato in stazione e nell’attigua Feltrinelli. Intorno alle 16 abbiamo raggiunto l’autostazione degli autobus ( del cui caos è meglio tacere!) e chiedendo informazioni a diversi autisti abbiamo scoperto, dopo svariate richieste, che per Caputo il sabato è…festivo!!!
Dopo diversi minuti di rabbia e smarrimento, grazie ai mezzi digitali magistralmente utilizzati da nostra figlia, alle 16:30 eravamo sull’AIR per Avellino! Durante il viaggio siamo riusciti anche ad avere la certezza che da Avellino, sebbene alle 19:00 circa, avremmo trovato un autobus Di Maio per Calitri, con scalo a Conza: insomma, sebbene 5 ore dopo l’arrivo a Napoli, saremmo stati a casa! Ma, arrivati all’autostazione ( che, per la sua modernità, in confronto a Napoli, sembra di stare in Sud Corea!) in orario ancora decente, abbiamo pensato di cercare un autobus diretto verso le nostre zone, ed abbiamo chiesto per Lioni e Sant’Angelo: non l’avessi mai fatto!
Un solerte funzionario ci ha detto che alle 18:00 dallo Stallo 2 sarebbe partito un autobus per Lioni: “vai subito sopra a fare i biglietti”! Corro e torno giù, e ci avviamo allo stallo 2, dove stazionava un autobus: chiediamo all’autista se va a Lioni, lui ci dice di no! E ci fa capire che…di sabato non c’è per Lioni, e meno male che a dircelo era stato un solerte funzionario, anche sveglio all’apparenza! In preda allo sconforto e al freddo – e con 15 euro di biglietti comprati – abbiamo comunque chiesto dove andasse. Ci dice: Montella! Stavamo per salire – pensando di farci venire a prendere da qualcuno lì – quando aggiunge: in verità va a Cassano, poi bisogna aspettare la coincidenza per Montella!
A questo punto in preda alla rabbia ci siamo davvero arresi e, benché ci fosse da aspettare un’ora circa, abbiamo sperato in Di Maio. Dopo avere raggiunto la fermata del tribunale con un autobus di linea – tutto questo con valigie e zainetti – siamo finalmente partiti e siamo giunti a Conza, dove, ovviamente, non esistono mezzi pubblici per salire a Sant’Andrea: per fortuna, era disponibile mio nipote Luigi che in cinque minuti ci ha portati a casa!!!
Un tempo si sarebbe detto: qui finisce l’avventura del signor Bonaventura. In questo caso c’è poco da scherzare; meglio, molto meglio far calare il silenzio su una vicenda surreale che ci ha visti viaggiare per quasi 12 ore, attraversare mezza Italia in 4 ore e mezza e raggiungere Sant’Andrea da Napoli in oltre 5 ore. Per chi ancora parla di un futuro per le nostre zone interne credo che un de profundis più definitivo di così non si possa cantare!



