Lunedì, 20 Luglio 2026
03.56 (Roma)

Ultimi articoli

Di Michele Vespasiano

Si sono concluse da poco le iscrizioni scolastiche per il prossimo anno 2025/26 e il dato che emerge è allarmante: il vistoso calo di alunni determinerà la soppressione di numerose classi. Nei paesi più piccoli dell’Alta Irpinia, anno dopo anno, classe dopo classe, stanno chiudendo proprio le scuole dei primi gradi dell’istruzione, ovvero quelle (le chiamo con i nomi mai andati veramente in disuso) delle elementari e delle medie.

E il calo, appare più che evidente, tra qualche anno avrà inevitabilmente conseguenza diretta sulla formazione delle classi anche degli istituti superiori.
Il fenomeno non sembra interessare chi dovrebbe occuparsene. Mi riferisco non ai responsabili scolastici di provincia e regione, ma a quanti hanno potere normativo e legislativo per intervenire, apportando i necessari correttivi per evitare che, con la scuola, chiudano anche i paesi.
Si dice che la colpa sia dello spopolamento. Ed è vero, poiché i numeri raccontano una storia precisa e spietata. Negli ultimi decenni, secondo i dati Istat, oltre cinquemila comuni italiani con meno di cinquemila abitanti – in gran parte nell’arco appenninico e nelle aree interne del Sud – hanno registrato una significativa perdita di popolazione, con cali medi del 5-7% negli ultimi dieci anni e casi estremi fino al 35% in alcune località. Il geografo Franco Farinelli ha descritto il territorio italiano come “un mosaico di eccellenze e di vuoti”, dove i centri urbani attraggono risorse e persone, mentre le aree periferiche e marginali si svuotano di senso prima ancora che di abitanti. Non è una legge di natura, però, ma una scelta politica mancata, un’inerzia che sa di condanna.
L’esodo silenzioso ha svuotato i paesi, chiudendo assieme alle scuole anche le farmacie, le banche, la posta, allontanando i medici e i preti e lasciando solo i vecchi a contare i giorni. È colpa dell’indifferenza di chi ha sentenziato che la montagna non produce abbastanza, che conviene chiudere tutto, che le città inghiottono ogni cosa. Mentre le pianure si riempiono di capannoni e luci artificiali, tra i vicoli dei paesi dell’Appennino resta solo il vento a fischiare, portando via i nomi dei borghi.

C’è oggi un rimedio a ciò? Sicuramente sì. La via più urgente impone di applicare sistematicamente il concetto di deroga, poiché è inconcepibile che per aprire le scuole o le farmacie, progettare strade o ospedali, istituire corse di bus o linee ferroviarie debbano valere gli stessi parametri utilizzati in aree metropolitane, dove la concentrazione della popolazione comporta un’incontrollata inurbazione e quindi un’alta densità abitativa.
Per invertire la marcia, lo Stato deve vedere le aree interne non come luoghi da assistere o, ancora peggio, da accompagnare alla morte, bensì come risorsa di biodiversità sociale, di paesaggio da salvaguardare, di cultura materiale da preservare, di equilibrio idrogeologico da tutelare. Ogni frana su un versante spopolato, ogni aerogeneratore che svetta dove un tempo c’era un terreno vocato a pascolo o a cereali, ogni parco solare su aridi terreni assolati deriva dall’abbandono agricolo, dalla mancanza di manutenzione, dall’assenza di presidi umani che per secoli hanno abitato l’Irpinia. Allo stesso modo, ogni casa vuota, ogni scuola che perde alunni, ogni studio medico che chiude equivale alla sconfitta dello Stato.
Il problema, non appaia irrilevante, investe anche una questione lessicale: parlando di questi territori serve smettere di utilizzare locuzioni come “aree di declino”, “zone fragili” o “aree marginali”, poiché depistano il concetto di abbandono, riducendolo quasi a un problema topografico e non, invece, a una condizione di deprivazione sociologica, qual è nella realtà. Occorre agire per evitare che possano diventare “luoghi solidificati nella dimensione della memoria”, come li definisce Vito Teti, il sociologo calabrese che, però, ha anche coniato il termine “restanza”.

Condividi

Cronaca

Si infittisce il giallo sull’omicidio duvLuca Esposito, giornalista sportivo originario di Nocera Inferiore e da anni impegnato nel racconto delle…

Sarebbe stato ucciso a colpi di pistola prima di dare alle fiamme il cadavere. Sarebbe morto così Luigi Esposito di…

Schianto mortale tra due auto lungo la Fondovalle Sele, nel territorio del comune di Caposele. Sul posto stanno operando carabinieri,…

Attualità

Momenti di apprensione a Serra di Pratola, frazione del Comune di Pratola Serra, per circa 5 incendi che hanno circondato…

Francesco Sellitto, presidente dell’Ordine dei Medici di Avellino. Uno sguardo sulle criticità territoriali, dal pronto soccorso dell’Ospedale Moscati di Avellino…

Leggi anche

Nasce a Sant’Angelo dei Lombardi un Comitato dedicato alla salvaguardia delle aree interne. E’ stata la sede della Pro Loco Alta Irpinia, a Sant’Angelo dei Lombardi, ad accogliere il primo incontro del “Comitato di Promozione e difesa della zone interne”. A coordinare il confronto Franco Mangialardi e Tony Lucido, animatori...

Prosegue l’impegno del Comando Provinciale dei Carabinieri di Avellino nella diffusione della cultura della legalità tra le nuove generazioni. In un’ottica di costante collaborazione con le istituzioni scolastiche del territorio, la Compagnia di Montella ha accolto nella propria caserma gli alunni dell’Istituto Comprensivo Statale “J.F. Kennedy” di Nusco, trasformando...

-di Egidio Leonardo Caruso– RSU e docenti del Ruggero II di Ariano Irpino affidano ad un comunicato tutta la loro delusione, amarezza e preoccupazione, per l’ennesimo colpo di grazia all’istruzione in Irpinia. Il provvedimento messo nero su bianco dalla delibera sul dimensionamento scolastico della Regione Campania, che ricordiamo nell’ambito della...

Il Comune di Montoro ha ottenuto i fondi per i lavori di completamento dei due plessi scolastici di Banzano e Torchiati: un finanziamento complessivo di 1.126.457,77 euro, per la sicurezza e il completamento di entrambi gli edifici. Per la Scuola di Banzano, i lavori già avanzati al 77%, prevedono un...

Ultimi articoli

Attualità

Martedì 21 luglio alle 18, presso la sede Spi Cgil di Avellino ci sarà un incontro di riflessione sui mai…

Scendono in piazza gli studenti irpini per protestare contro l’ordinanza che vieta di giocare a calcio in piazza Libertà e…

“La battaglia non è finita”. Lo sottolinea con forza Franco Festa nel corso di una serata da ricordare un vero…

Segui il Corriere dell'Irpinia

Informativa Privacy

Questo sito utilizza cookies per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Le informazioni raccolte dai cookies sono conservate nel tuo browser e hanno la funzione di riconoscere l'utente quando ritorna sul nostro sito web e aiutare il nostro team a capire quali sono le sezioni del sito ritenute più interessanti ed utili.

Puoi modificare le impostazione dei cookies nelle sezioni a sinistra.

Una versione estesa della nostra privacy policy invece è visionabile al seguente indirizzo Privacy Policy