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Dai Piccoli Comuni Italiani l’ok al Piano Olivetti del ministro Giuli: “Una svolta”

Dal Coordinamento nazionale Piccoli Comuni Italiani riceviamo e pubblichiamo:

Il Ministro della Cultura Alessandro Giuli attua il “Piano Olivetti per la Cultura”: un pacchetto di misure innovative per la valorizzazione del patrimonio culturale delle aree interne, fortemente promosso dal Coordinamento Nazionale dei Piccoli Comuni Italiani.

Un pilastro della legislazione differenziata prende forma nel settore culturale. Con l’approvazione in Senato del decreto legge sulla cultura, il Piano Olivetti diventa realtà, aprendo nuove prospettive di sviluppo per i piccoli comuni dell’Appennino e della corona alpina. Il provvedimento punta a una cultura diffusa e accessibile, integrata nella vita delle comunità, e si configura come un primo passo concreto verso una governance su misura per i territori marginalizzati.

Una cultura per le zone interne
Il Piano prevede una serie di misure mirate per contrastare la crisi demografica e sociale che colpisce i piccoli comuni, tra cui:
• Valorizzazione degli archivi storici e degli istituti culturali, veri custodi dell’identità locale e della memoria collettiva.
• Sostegno alla piccola editoria e alle librerie indipendenti, fondamentali per la diffusione della lettura e della cultura nelle comunità minori.
• Snellimento delle procedure burocratiche per l’organizzazione di eventi culturali: concerti, spettacoli teatrali, proiezioni cinematografiche e performance artistiche potranno essere realizzati con un iter semplificato, soprattutto per eventi con meno di 2000 partecipanti. Una rivoluzione che permette ai piccoli comuni di avere regole diverse rispetto alle grandi città, in una logica di vera legislazione differenziata.

La svolta
Il provvedimento rappresenta un cambio di paradigma per la cultura nelle aree svantaggiate, con obiettivi chiari:
• Rigenerazione culturale delle periferie e delle aree interne, contrastando spopolamento e degrado urbano.
• Valorizzazione delle biblioteche, trasformandole in strumenti di aggregazione, educazione e formazione.
• Promozione della cultura giovanile, con investimenti mirati alla produzione artistica emergente.
• Digitalizzazione del patrimonio librario e alfabetizzazione digitale, per garantire un accesso moderno e inclusivo alla conoscenza.

“Finalmente vediamo applicata, in un settore strategico come la cultura, una visione di sviluppo su misura per le aree interne”, commenta Virgilio Caivano, portavoce del Coordinamento Nazionale dei Piccoli Comuni Italiani. “Il Piano Olivetti rappresenta una prima, fondamentale, prova di legislazione differenziata, con norme ad hoc per territori che non possono più essere trattati come le grandi metropoli. Cultura significa identità, comunità e sviluppo. Oggi si apre una strada che deve essere seguita anche in altri settori.”

Piano Olivetti e legislazione differenziata: una governance su misura
“L’approvazione del Piano Olivetti per la Cultura è solo il primo tassello di una strategia più ampia-aggiunge il portavocedei PiccoliComuni-. Il Coordinamento sta lavorando a un pacchetto di proposte che includono:
un modello di governance economica per le aree interne, ispirato alla storica Cassa per il Mezzogiorno, con finanziamenti dedicati allo sviluppo locale.
E un “libretto” esplicativo sulla legislazione differenziata e il Piano Olivetti, scritto da Virgilio Caivano e Alessandro Gisoldi, che verrà presentato ufficialmente alla Camera dei Deputati nelle prossime settimane”.

Per Virgilio Caivano”l’obiettivo è chiaro: rendere permanente e strutturale una politica di sviluppo dedicata ai piccoli comuni, non più basata su interventi emergenziali, ma su una strategia di lungo periodo.

Il Coordinamento dei Piccoli Comuni: “Ora tocca agli altri settori”
Il Coordinamento Nazionale dei Piccoli Comuni chiede ora al Governo e al Parlamento di estendere il principio della legislazione differenziata ad altri ambiti fondamentali:
Sanità territoriale, con medici di comunità nelle piante organiche dei comuni.
Scuola e formazione, con deroghe ai numeri minimi per le classi e incentivi per docenti e dirigenti scolastici.
• Infrastrutture e mobilità, per ridurre l’isolamento delle aree interne e rilanciarne l’economia.

“Se vogliamo davvero evitare la desertificazione del cuore del Paese, dobbiamo agire ora. Il Piano Olivetti è un punto di partenza, ma non può restare un caso isolato. Il Coordinamento continuerà a lavorare per far sì che le aree interne ottengano finalmente le risposte che attendono da troppo tempo”.

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