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Dall’universo della moda al commercio, Regina Nazzaro si racconta a 93 anni in “Tessitrice di ricordi”

Una protagonista dell’universo della moda e del commercio. E’ Regina Nazzaro, 93 anni, autrice del volume “Tessitrice di ricordi”. Sarà presentato sabato 1 marzo, alle 16.30, nella sala blu del Carcere Borbonico con il patrocinio della Provincia di Avellino. A confrontarsi sul volune, trascritto da Paola e Ciro Nazzaro, (Edizioni di Salpare, 2025)  Michela Mancusi, Assessore alla Cultura Comune di Avellino, Carmine Cioppa, già Direttore capo del Banco di Napoli, Barbara Lanzara, vicedirettore del Centro Psicosintesi, Gabriele Meoli, magistrato, Floriana Mastandrea, giornalista e scrittrice, Paola Nazzaro, costumista e scrittrice, Ciro Nazzaro tagliatore, personal tailor.

Dopo il coma e una drammatica convalescenza, i ricordi dell’infanzia, custoditi per trent’anni in alcuni quadernetti, l’hanno aiutata a superare ogni ostacolo, rivivendo e facendo rivivere, storie vere della sua fanciullezza, piene di amore e riconoscenza per la vita, in un mondo, come quello di oggi, in cui la violenza e il sopruso sembrano trionfare. I figli Paola e Ciro Nazzaro hanno aiutato la madre a riemergere dalla malattia, rileggendo con lei quei ricordi felici. Poi, la scelta di condividere le piccole storie personali attraverso le pagine social di Paola, nota creator digitale e costumista, che in breve tempo hanno raggiunto molte decine di lettori che condividevano quei ricordi e ne ringraziavano l’autrice.

“Tessitrice di ricordi”, presenta in apertura la prefazione di Gabriele Meoli, accompagnata dall’introduzione di Paola Nazzaro che mette in evidenza il valore affettivo, filiale e sociale dell’intera operazione-memoir: “Tale impegno vuole essere un invito al recupero della memoria dei genitori anziani attraverso la tessitura della scrittura quale medicina più efficace. Il ricamo delle sue emozioni, rimaste intatte nelle sfumature vivide del tempo, l’hanno aiutata attraverso una rinnovata gioia, che le ha consentito di costruire questo miracolo, anche grazie al supporto di tutti voi. Mi corre l’obbligo tuttavia di mandare indietro la moviola del tempo per illustrare i difficili accadimenti vissuti”.   L’importanza della memoria dei genitori anziani, vere biblioteche viventi, si riflette nelle decine di commenti ai racconti di Regina Nazzaro man mano pubblicati sui social, che adesso sono riuniti nella seconda parte del libro, a testimonianza di come anche questo moderno strumento di comunicazione, se ben utilizzato, possa avere un alto valore sociale.

“Tessitrice di ricordi”, riccamente illustrato con disegni e persino foto dei protagonisti, si chiude con una Postfazione di Carmine Cioppa, che descrive Regina Nazzaro, ben nota ad Avellino: “Luigia d’Anna per gli Amici Gina, per me Re-Gina, è nota agli avellinesi per il dono innato dell’eleganza. Ne ha fatto omaggio, per lunghi anni, alle clienti del negozio o, meglio, dell’atelier gestito da Nicola Nazzaro, il marito, anche lui uomo di raffinata eleganza, purtroppo prematuramente scomparso. Era un punto d’incontro, a metà del Corso Vittorio Emanuele, all’altezza dell’attuale Caserma dei Carabinieri, in cui Gina aggiungeva un tocco di classe agli abiti scelti dalle clienti, suggerendo un semplice foulard, un accessorio, o il colore della stoffa, se optavano per la fattura sartoriale (..)”.

 

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