Fausto Picone nuovo presidente della Provincia. Netta la vittoria su Rino Buonopane, presidente uscente. Picone, sindaco di Candida e consigliere provinciale, è espressione di Casa Riformista, partito che in Irpinia fa riferimento al capogruppo regionale dei renziani Enzo Alaia. Ma Picone ha trovato pure l’appoggio di una parte del Pd. O meglio, il segretario provinciale dem Marco Santo Alaia ha chiarito che Buonopane non era il candidato del Pd, nonostante il responsabile nazionale dell’organizzazione dem, Igor Taruffi, avesse indicato Buonopane, ovvero il Nazareno. Con Picone anche Forza Italia, dichiaratamente schierata con il Nazareno. Buonopane, insomma, non avrebbe incassato l’appoggio del Pd del capogruppo regionale Maurizio Petracca.
Con Buonopane si sono schierati i 5 Stelle, i Socialisti e, in modo più o meno diretto, Sinistra Italiana. Ma la maggioranza degli amministratori, compresi i civici delle piccole amministrazioni, come dimostra il dato della fascia A, risponde a Enzo Alaia e Petracca.
Vittoria netta di Picone, che conquista la presidenza della Provincia con 53.561 voti ponderati, contro i 35.072 ottenuti da Buonopane, per un distacco complessivo di 18.489 voti ponderati.
L’analisi delle quattro fasce demografiche evidenzia come Picone abbia prevalso in tutte le categorie di comuni, consolidando il proprio vantaggio sia nei centri più piccoli sia in quelli di maggior peso elettorale.
Nella fascia A, che comprende i comuni più piccoli e presenta un indice di ponderazione pari a 40, Picone raccoglie 475 voti per un totale di 19.000 voti ponderati, mentre Buonopane si ferma a 253 voti e 10.120 voti ponderati. È qui che il neo presidente costruisce uno dei margini più significativi, con quasi il doppio delle preferenze rispetto all’avversario.
Anche nella fascia B (indice 82) il vantaggio è evidente: Picone ottiene 149 voti, pari a 12.218 voti ponderati, contro i 79 voti e i 6.478 voti ponderati di Buonopane.
Nella fascia C (indice 147), il candidato vincitore conferma la propria superiorità con 69 voti e 10.143 voti ponderati, mentre Buonopane si attesta a 46 voti e 6.762 voti ponderati.
Più equilibrata la sfida nella fascia D, quella dei comuni più popolosi e con il maggiore coefficiente di ponderazione (244), ma anche qui Picone prevale, seppur di misura, con 50 voti e 12.200 voti ponderati contro i 48 voti e 11.712 voti ponderati del presidente uscente.

Le prime dichiarazioni a caldo di Picone:
“La Provincia che immagino sarà una Provincia aperta agli amministratori e ai sindaci, inclusiva e trasparente, una vera e propria casa di vetro. La programmazione dovrà nascere dai territori e dalle comunità locali, attraverso il contributo dei tanti amministratori chiamati a rappresentare esigenze, bisogni e criticità dei rispettivi comuni. Insieme costruiremo i programmi e le strategie per il futuro della nostra Irpinia.
In queste ore – ha continuato Picone – ho ricevuto centinaia di messaggi e avrò modo di leggerli tutti. Ci sarà tempo per confrontarsi con chi mi ha preceduto alla guida dell’ente e per approfondire i dossier più importanti attualmente sul tavolo della Provincia, così da affrontare fin da subito le questioni più urgenti.
Ho sempre sostenuto l’idea di una presidenza dal forte profilo istituzionale e continuo a ribadirlo. È un principio che ha guidato tutta la campagna elettorale, durante la quale abbiamo incontrato centinaia di amministratori appartenenti a diverse aree politiche. Con tutti abbiamo instaurato un dialogo costruttivo per comprendere le reali necessità del territorio e individuare le azioni necessarie a favorire la crescita dell’Irpinia nei prossimi quattro anni.
Tra le priorità della nuova amministrazione provinciale vi sono alcuni dossier particolarmente delicati. Il primo riguarda IrpiniAmbiente, una questione che da tempo coinvolge direttamente gli uffici dell’ente. Sarà poi necessario affrontare il tema della Fondazione Sistema Irpinia, valutando con attenzione se esistano le condizioni per rilanciarne l’attività e proseguire il percorso avviato negli anni passati oppure, qualora non emergano prospettive concrete, procedere alla sua definitiva chiusura”.


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