Ho letto con emozione il post pubblicato su Face-book da Deborah Zara Kobylt, giornalista televisiva, conduttrice di podcast e scrittrice di Los Angeles, di origini di Manocalzati. Negli Stati Uniti Il mese di marzo è il mese della donna; tutto il mese e non solo la giornata dell’8 marzo come da noi. Da provetta giornalista, Deborah Zara è andata alla ricerca di tutto quanto potesse essere utile a ricostruire una storia della sua famiglia, del paese d’origine. Si è calata, quasi, nei panni di un’archeologa, che con paziente lavoro mette insieme i cocci di antiche ceramiche con le immagini sopra dipinte di scene di vita familiare. E le scene che Deborah Zara ricostruisce assemblando tanti cocci, riguardano il suo, ma anche il mio paese, Manocalzati e San Barbato. Le situazioni che ricostruisce Deborah Zara richiamano alla mente fatti e persone vissute un secolo fa, e anche di più, ma proprio perché richiamate alla memoria diventano vive e presenti come se fossero davanti ai nostri occhi. A volte andiamo alla ricerca di qualcosa che non riusciamo a localizzare subito e concretamente, e per questo sfiduciati abbandoniamo la ricerca. Forse, anche perché non siamo molto convinti che esista quel qualcosa di cui andiamo in cerca. Il successo della ricerca dipende dalla nostra convinzione, dalla nostra certezza che quello che cerchiamo esiste. Prendono, così, vita la nostra famiglia, i nostri antenati, il nostro paese. Ed è quello che ha fatto Deborah descrivendo le sue emozionanti scoperte che qui sono riportate nella traduzione dall’inglese. (Virgilio Iandiorio)
Oggi inizia il #WomensHistoryMonth e, invece di pubblicare post sulla storia di altre donne, ho deciso di onorare mia madre, Edith De Benedictis Zara, e di condividere un po’ della sua storia.
Questa [qui riportata] è stata l’ultima foto scattata a me e mia madre prima che morisse. La mamma era anziana ma in salute, ed è morta sul colpo dopo essere scivolata nel suo bagno. Si stava preparando per il pranzo con papà al @panerabread [popolare catena di panetterie-caffetterie statunitense nota per zuppe, insalate, panini e prodotti da forno] di Sarasota [nello Stato della Florida], ed è stato papà a trovarla. Mi ci è voluto molto, molto tempo per riprendermi dalla sua scomparsa, forse perché è stata inaspettata. Ma ho scelto di onorarla per il Mese della Storia delle Donne, perché tutte abbiamo una storia da condividere, ed ecco la sua:
La mamma è cresciuta a Newark, nel New Jersey, figlia di immigrati italiani, Antoinette Del Mauro e Nicola De Benedictis. Hanno avuto nove figli, e la mamma era la più piccola. Voleva diventare una ballerina e studiare legge, ma le poche opportunità e la mancanza di soldi hanno cancellato quei sogni. Dopo aver sposato mio padre, Anthony Zara, hanno avuto due figlie. Io sono la più piccola. Mia madre era una casalinga tradizionale. Amava trascorrere il tempo in famiglia e rispettava ogni tradizione italiana, dalla musica, all’opera, alla danza e al cibo. Infatti, avevamo la tradizionale seconda cucina nel seminterrato. Parlavano italiano tra loro, ma non con noi. Sto ancora imparando.
Ma ho sempre avuto la sensazione che mia madre desiderasse qualcosa di più, cosa che ha trovato dopo il nostro trasferimento a Sarasota, in Florida. Lì ha iniziato a lavorare presso @asolorep [Asolo Rep è un teatro professionale a Sarasota, in Florida.] e nel suo amato @sarasotaopera & @theringling museum. Tutti adoravano mia madre. Il suo duro lavoro e il suo genuino amore per l’arte le hanno fatto guadagnare numerosi premi all’interno della comunità, tra cui quello di “Volontaria dell’anno”. Mia madre era anche impegnata in vari club italiani, sponsorizzava attività sportive in primavera e, in tempi di elezioni politiche, era agli angoli delle strade a esortare la gente a votare.
Così ho visto mia madre crescere. Anche se non è diventata una ballerina o un avvocato, ha trovato l’amore nell’arte e ha trasformato la sua passione in uno scopo, a metà della sua vita. È una lezione che porto avanti ancora oggi.
Mi manchi, mamma. Mi hai insegnato bene. E oggi ti onoro ❤️
Deborah Zara Kobylt




