Si è chiuso con un’assoluzione e sei condanne che variano tra i due e i quattro anni il processo davanti al Tribunale di Avellino nei confronti di sette imputati accusati a vario titolo di frode informatica, riciclaggio e ricettazione. La vicenda era stata ricostruita dalla Procura di Napoli (competente per il reato di frode informatica) e il sostituto procuratore Roberta Simeone aveva chiesto il giudizio nei confronti di tutti gli imputati, tra loro c’era un irpino, classe 72, difeso dall’avvocato Salvatore Vecchia, che rispondeva di truffa informatica, una donna classe 77 e una ragazza classe 2001 entrambi residenti a Sant’Anastasia, difese dall’avvocato Antonio Suglia e due uomini, classe 85 e 93, residenti a Saviano, difesi dall’avvocato Michele Russo del Foro di Nola, accusati di riciclaggio, infine due donne, residenti a Sant’Anastasia e Casale Monferrato, difese dall’avvocato Antonio Suglia.
L’ irpino e’ stato l’ unico assolto dall’ accusa di truffa informatica, per tutti gli altri invece è arrivata la condanna, a quattro anni per il riciclaggio e a due anni per la ricettazione. La Procura, in aula era presente il sostituto Marco Auciello, aveva invocato la condanna per i soli imputati di riciclaggio. Aveva chiesto l’assoluzione per le due donne accusate di ricettazione e per l’unico residente nella provincia di Avellino coinvolto, insieme alle due imputate per ricettazione.
La vicenda
Stando a quanto emerso dalle indagini, in un solo giorno, il 10 agosto 2020, dopo che grazie alla sottrazione dei codici per accedere al conto corrente da parte del presunto truffatore, erano stati emessi bonifici per circa 29mila euro. Quattro operazioni diverse a cui si e’ passati alla fase del trasferimento delle somme attraverso i conti degli altri sette coimputati, che avevano ricevuto i bonifici e verosimilmente ne avevano monetizzato l’ importo. Tutto in un solo giorno, con conti aperti solo qualche settimana o mese prima.
La denuncia della vittima, residente nella regione Lazio aveva fatto scattare le indagini da parte della Procura di Napoli e il processo che si e celebrato davanti ai giudici del Collegio.



