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Donne sindaco e rinascita delle aree interne, il premio Svimar a Villa Orsini a Mirabella

di Rosa Bianco

Il 30 gennaio 2026 alle ore 18,00 nelle suggestive sale di Villa Orsini a Mirabella Eclano (AV), antica dimora degli Orsini in Irpinia, si terrà un evento simbolico che unisce cultura, storia e impegno civico: il premio SVIMAR “Aree interne al Femminile”, per la Premiazione di Eccellenze e donne Sindaco delle aree interne, inserito nell’ambito del convegno dedicato allo sviluppo delle aree interne del Mezzogiorno. Sarà premiata Angelina Di Sisto, eccellenza imprenditoriale e proprietaria della stessa villa, insieme a circa 120 sindache che riceveranno un riconoscimento, a testimoniare come visione, coraggio e competenza possano trasformare il patrimonio storico in opportunità di sviluppo economico e sociale. Angelina Di Sisto racconta la sua esperienza imprenditoriale: «Ho iniziato a 18 anni e ho imparato che il successo richiede costanza, impegno quotidiano e aggiornamento continuo. Ogni risultato nasce dalla fatica, dalla dedizione e dalla capacità di reinvestire risorse e strumenti per offrire risposte sempre nuove e accattivanti, e stare al passo con i tempi».

L’iniziativa, guidata da Giacomo Rosa, presidente di SVIMAR, non si limita a un riconoscimento simbolico: rappresenta un passo concreto verso la valorizzazione dei territori fragili, colpiti dallo spopolamento e dalla carenza di servizi essenziali. SVIMAR, attraverso le sue attività, mira a promuovere coesione sociale, sviluppo sostenibile e attrazione di investimenti culturali e turistici, ponendo le comunità al centro di progetti strategici che guardano al futuro.

Questa intervista a Giacomo Rosa approfondisce sia il significato del premio alle donne sindaco, sia gli obiettivi della SVIMAR, offrendo uno sguardo sulle strategie per rinascere nei piccoli comuni del Mezzogiorno, unendo leadership femminile, storia, impresa e innovazione sociale.

 

INTERVISTA a Giacomo Rosa Presidente Svimar

1. Quale messaggio vuole trasmettere premiare 120 sindache delle aree interne nel contesto storico di Villa Orsini?

«Il premio alle 120 sindache vuole essere un riconoscimento al valore della leadership femminile nei territori più fragili del Mezzogiorno. Le donne che guidano questi comuni non sono solo amministratrici: sono custodi di comunità, di identità culturale e di resilienza. Con questo gesto vogliamo dare visibilità alla loro dedizione, alla loro capacità di innovare e sintetizzare soluzioni concrete per contrastare lo spopolamento, facendo emergere storie di successo in un contesto spesso trascurato».

2. Quali sfide e opportunità ha osservato per le donne che amministrano piccoli comuni del Mezzogiorno?

«Nella mia esperienza ho visto che le donne sindaco affrontano sfide complesse: rispondere alla carenza di servizi pubblici, all’isolamento infrastrutturale e alle difficoltà demografiche richiede capacità organizzative e sociali eccezionali. Ma proprio questa pressione costante ha fatto emergere opportunità incredibili: la capacità di fare rete, di creare alleanze intercomunali, di lavorare con associazioni, imprese e cittadini per trasformare fragilità in punti di forza, soprattutto nei settori culturale, turistico e dell’economia locale».

3. La leadership femminile può diventare un modello replicabile per contrastare lo spopolamento e rilanciare le comunità?

«Sì. In tutta Italia vediamo una presenza crescente di donne nei ruoli di governo locale e questa tendenza è particolarmente significativa nelle aree interne, dove spesso la complessità dei bisogni richiede una visione integrata e inclusiva. Anche se complessivamente la rappresentanza femminile nei municipi resta inferiore alla media nazionale, il percorso di questi anni ci mostra come le amministratrici sappiano mettere al centro delle proprie politiche non solo l’efficienza amministrativa, ma anche il tessuto sociale, culturale e comunitario del territorio, con risultati concreti nella gestione delle politiche di coesione, inclusione ed eventi culturali».

4. Quali strategie concrete, obiettivi e strumenti ritiene possano essere messi in campo da SVIMAR, istituzioni e imprese per supportare le sindache e valorizzare il loro lavoro?

«Il sostegno alle sindache passa prima di tutto da un fare sistema: SVIMAR promuove protocolli d’intesa con istituzioni regionali e partner internazionali per creare reti operative stabili. Ad esempio, accordi come quello con PMI International puntano a rafforzare il dialogo tra imprese, istituzioni e comunità locali, avviando progetti di cooperazione nazionale ed europea. Allo stesso tempo, iniziative come la Commissione parlamentare per le Aree Interne – di cui ho l’onore di essere presidente – propongono leggi ad hoc, misure di defiscalizzazione, incentivi per giovani imprenditori, rafforzamento dei servizi essenziali e interventi infrastrutturali. L’obiettivo è trasformare le aree interne non più in spazi marginali da assistere, ma in poli di sviluppo sostenibile e culturale in stretta sinergia con il mondo economico e sociale».

5. Quali sono gli obiettivi strategici principali della SVIMAR per favorire la rinascita delle aree interne?

«Gli obiettivi strategici di SVIMAR si fondano su tre pilastri:

Sostenere la coesione sociale e infrastrutturale per contrastare il declino demografico e dare dignità ai territori;

Promuovere sviluppo economico e culturale, valorizzando il patrimonio umano e ambientale, incentivando il turismo lento, l’economia locale e le filiere produttive tipiche;

Creare reti territoriali e internazionali che aiutino le comunità a uscire dall’isolamento, attraverso partnership con enti pubblici, università e imprese. In questo modo, puntiamo non solo a contrastare lo spopolamento, ma a rigenerare le aree interne in poli di sviluppo, opportunità e identità condivisa».

6. Presidente Rosa, quali iniziative concrete sta mettendo in campo SVIMAR per supportare le imprese e i cittadini delle aree interne, aiutandoli ad accedere alle risorse europee e promuovendo progetti innovativi nel Mezzogiorno?»

«SVIMAR agisce con concretezza e visione strategica. Grazie a un protocollo d’intesa con il CIRPS, l’ente interuniversitario che riunisce 27 atenei italiani per la progettazione sostenibile, nei prossimi mesi inaugureremo a febbraio ad Aquilonia (AV) e Postiglione (SA) i primi Sportelli Impresa. Questi sportelli offriranno ai cittadini un accesso diretto alle opportunità europee tramite un’app dedicata, consentendo di intercettare finanziamenti spesso non utilizzati al Sud per avviare nuove attività. Un team di esperti seguirà l’intero iter burocratico, garantendo accompagnamento professionale e puntuale. L’Europa ha messo a disposizione oltre 90 miliardi di euro per la ruralità, e SVIMAR vuole fare rete, fare sistema e stare accanto ai Sindaci e alle istituzioni. Parallelamente, con le università stiamo sviluppando progetti innovativi e futuristici, come i trasporti on demand e i Campus nei borghi: il primo Campus per master di primo e secondo livello sarà inaugurato a marzo nel Vallo di Diano a Sant’Arsenio (SA), dimostrando concretamente come istruzione, innovazione e sviluppo possano rigenerare le aree interne del Mezzogiorno».

Giacomo Rosa

 

Angelina Di Sisto

 

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