Maria è il suo amore incondizionato per il suo “Olio”. Quattro generazioni di passione e lavoro nella terra hanno portato la piccola azienda familiare a fare il salto: dall’olio pluripremiato all’esperienza completa in oleoturismo, tra degustazioni, accoglienza in borgo storico e aperitivi al tramonto tra gli ulivi.

C’è un luogo, nel cuore vibrante della Campania interna, dove il tempo si ferma e l’aria profuma di ulivo, terra e sole. È Tenuta degli Ulivi, rifugio rurale incastonato nel Parco Regionale dei Monti Picentini, là dove la montagna si fa ponte e confine tra Salerno e Avellino, e l’ulivo – uno dei tre pilastri della triade mediterranea – affonda le radici e innalza i suoi rami come preghiera. Qui, la natura non è solo cornice ma anima stessa del paesaggio. Gli alberi secolari raccontano storie di mani sapienti, di stagioni che si rincorrono e di una cultura millenaria dell’olio, quello extravergine DOP Colline Salernitane, dono nobile e puro affidato dagli dei agli uomini come segno di civiltà.
È la famiglia Provenza a custodire questo patrimonio. Da oltre sessant’anni, lavora con amore e competenza tra i filari d’ulivo e nel frantoio Torretta, di famiglia, dove nel 2012 con Maria nacque una visione nuova e audace: il Bar dell’Olio, luogo pionieristico in cui l’olio diventa ingrediente di cocktail inediti, protagonista di mixology mediterranea. Ma a Maria non basta ancora e… Nel 2017, il sogno si allarga: la famiglia acquista un piccolo borgo, per l’appunto Borgo San Luca e lo trasforma e lo battezza “Tenuta degli Ulivi”. Cinquanta ettari di cui trentacinque coltivati a uliveto, modellati come un giardino, una domus dell’ulivo dove la bellezza è coltivata e la lentezza accolta. La Tenuta ospita sedici posti letto, camere accoglienti immerse nel silenzio, dove il risveglio ha il profumo dell’olio nuovo e la sera s’illumina del tramonto sul Tirreno lontano, da ammirare distesi sotto la chioma degli alberi, tra picnic e contemplazione. E poi scendendo giù verso la cantina un mega tavolo sociale a fare da cornice alle due sale nelle bottaie molto accoglienti sia per serate d’estate che d’inverno.
Ma l’esperienza qui è totale: l’olio non si gusta soltanto, si vive. Si ritrova nei cosmetici naturali di Parentesi Bio offerti agli ospiti, nei piatti cucinati con amore nel rinnovato Bar dell’Olio, tra ricette cilentane e sperimentazioni identitarie. La cucina è affidata a mani sapienti: Helga Liberto, Emilio Soldivieri, Jan Bruno Di Giacomo (Barman), in sinergia con eccellenze locali come il Caseificio Jemma e Casa di Baal, interpreti autentici della Campania del gusto. Ogni piatto racconta una storia. Dalla scarola e fagioli rustica e sincera, alla Mozzarella di Bufala Campana DOP, regina bianca delle tavole; dalla Soppressata di Gioi, unico salame campano lardellato, che trattiene la memoria nei suoi impasti speziati, fino ai biscotti all’olio evo e alla torta contadina nasprata (in Irpinia conosciuta come torta della zita), ovvero, dolci che profumano di nonne e di feste d’altri tempi a cura del Pastrychef Fernando. E poi, a chiudere la sera con magia, delle preparazioni home made da Parte della meravigliosa Maria Provenza e famiglia tutta, l’amaro alle foglie di ulivo, e cocktail d’autore che fanno vibrare le papille: l’olio che si fa liquido d’incanto, legame tra terra e bicchiere. È la gente del Sud, come i Provenza, che si raccontano e si rinnovano in questo angolo di mondo che accoglie, emoziona, nutre.
Ho voluto raccontarvi questa realtà di impresa familiare ed in parte femminile perché qui, a Tenuta degli Ulivi… si viene per gustare, ma si resta per ascoltare ciò che la terra ha da dire.









