È morto ieri l’ex luogotenente del clan della Nuova camorra Organizzata (Nco), Sergio Marinelli.
Secondo le ricostruzioni giudiziarie e le relazioni della Commissione parlamentare d’inchiesta, è stato il referente assoluto di Raffaele Cutolo in Irpinia, con una capacità di penetrazione nel tessuto economico del post-terremoto del 1980.
Il nome emerge con forza soprattutto nel periodo successivo al terremoto dell’Irpinia del 1980, quando, secondo diverse inchieste, la criminalità organizzata riuscì a inserirsi nel sistema degli appalti per la ricostruzione. In quel contesto, Marinelli viene descritto come una figura capace di incidere sui flussi economici e sugli equilibri locali.
Il clan riuscì a condizionare pesantemente i lavori pubblici e le infrastrutture, come nel caso delle estorsioni legate alla tangenziale di Avellino. Marinelli è stato anche implicato al sequestro dell’assessore regionale Ciro Cirillo. Il suo nome è citato anche negli atti relativi all’assassinio del vicesindaco di Sant’Agata dei Goti (1990), episodio seguito dal rogo della documentazione sulla ricostruzione.
Marinelli fu protagonista di una lunga latitanza in Venezuela, terminata con l’arresto eccellente eseguito da Antonio Manganelli, il compianto Capo della Polizia (anche lui irpino d’origine). Dopo aver scontato interamente il suo debito con la giustizia, Marinelli era tornato in libertà, vivendo i suoi ultimi anni nel comune di Mercogliano fino al decesso di ieri.


