Ci sono due centrosinistra che ragionano allo stesso tavolo ma non si intendono. C’è un pezzo del Pd che prova a imporre il gioco, trovando sponda in altri partiti del campo largo. Non in tutti: non in Sinistra Italiana, che ha abbandonato l’ultimo interpartitico.
Mentre le associazioni sono state escluse, mai convocate perché probabilmente non allineate a una parte dei dem. Che sono divisi: la direzione di partito ha bocciato l’ipotesi di una eventuale candidatura civica a sindaco di Avellino dell’imprenditore Walter Giordano.
Il tempo scorre: il 24 e 25 maggio si vota.
“Ora bisogna fare le cose per bene e seriamente. Non si può continuare a menare il cane per l’aia”, dice Giancarlo Giordano, presidente regionale di Sinistra Italiana, a margine dell’incontro convocato insieme alle associazioni Si Può e Controvento.
“Questa coalizione, se ne ha la capacità, le potenzialità e l’intelligenza, deve farsi carico dei problemi della città e cominciare a ragionare su una serie di proposte di governo, su un serio quadro di regole per la composizione delle liste e l’indicazione di una leadership, e con l’indicazione di un nome capace di rappresentare la complessità di un arco politico così ampio. Non diamo ultimatum o penultimatum, ma diciamo che non c’è più tempo. Siamo a Pasqua”.
L’appuntamento al Circolo della Stampa diventa così l’occasione per mostrare la rappresentatività di quel centrosinistra che rimane sull’uscio dalla sede di via Tagliamento. Presenti Libera, Arci con Stefano Iannillo, i cattolici democratici di Antonio Limone, Rifondazione Comunista e, per la prima volta agli incontri del centrosinistra “alternativo” anche il Movimento 5 Stelle con Maura Sarno e Antonio Aquino. E poi Gerardo Capozza e Pasquale Giuditta coordinatore regionale di Noi di Centro. Tra i presenti anche esponenti del Pd, come Enzo De Luca, Antonio Gengaro, Nino Sanfilippo, Carlo Petrozzelli, Francesca Di Iorio e Sara Iannaccone, oltre al giornalista Rino Genovese, già candidato sindaco alle scorse amministrative.
Per Giordano, questa parte consistente della sinistra potrebbe infine decidere di organizzarsi autonomamente per le amministrative: “Non sarebbe la prima volta, ma noi lavoriamo per costruire la coalizione. Siamo gli unici ad aver portato al tavolo una proposta di programma e un quadro di regole per tenere insieme l’alleanza; gli unici ad aver compiuto gesti concreti nella direzione dell’unità e della responsabilità di governo.
Le notizie di cronaca di questi giorni – aggiunge – confermano l’ambiente tossico degli anni scorsi a Palazzo di Città, tutto legato al potere più che alla gestione della cosa pubblica per il bene comune. Continuiamo allora il sforzo per stare insieme, per unire il centrosinistra con assemblee pubbliche, perché la politica non si fa a due o tre, come purtroppo accade anche nel campo largo, ma insieme, con i cittadini e senza nascondersi. La politica non va privatizzata, i pensieri non vanno chiusi nei recinti e le proposte devono essere condivise con i cittadini, per far comprendere cosa si intende fare nei prossimi anni. Vorremmo avere il tempo di farlo, se qualcuno iniziasse a rispettare gli impegni presi”.
Giordano auspica che superando l’impasse di questi mesi la linea politica del centrosinistra sia decisa dalle forze politiche cittadine e non dai vertici di partito a Roma: “Siamo in contatto con il livello nazionale: una regia serve, ma non un’invasione di campo. Ci sono tutte le condizioni per costruire una coalizione seria, ma – avverte – bisogna evitare fughe in avanti e, soprattutto, ulteriori perdite di tempo. Se sarà necessario sacrificare anche la Pasqua, per la città lo faremo: però il tempo dei giochini è finito”.
Pure Amalio Santoro auspica l’unità: “Proviamo a rimettere in piedi un’alleanza larga, che coinvolga movimenti e associazioni.
Invece c’è chi preferisce tenersi le mani libere. Il Pd di questa provincia è un po’ come la Nazionale: da anni mediocre. Il risultato è un tavolo tra partiti che somiglia a una seduta spiritica. Speriamo ancora in un margine, in un miracolo dell’ultima ora, per una candidatura unitaria e credibile, soprattutto sul piano etico.
Si evocano figure esterne, che però – spiega – suonano come una bocciatura dei candidati dei partiti. È difficile recuperare fiducia dopo quanto accaduto nella fase finale della scorsa consiliatura. Noi oggi proviamo a offrire un’alternativa, a compiere un ultimo atto di responsabilità, in attesa che qualcuno rinsavisca. Altrimenti, il centrosinistra proveremo a rappresentarlo noi”.
Generoso Picone sottolinea che è finito il tempo dei rinvii e dei tatticismi. La città, osserva, sta ripiegando su sé stessa mentre indagini giudiziarie recenti fanno riemergere vecchie logiche. Serve una svolta, a partire da regole chiare, ispirate alla Carta di Pisa.
L’adesione a questi principi deve essere netta.
Per De Luca il campo largo non può che essere unito, da Avellino ad Ariano, come negli altri comuni al voto, discutendo del programma: “Sono certo che il Pd favorirà una sintesi nel centrosinistra”.
L’appello all’unità dell'”altro centrosinistra” è raccolto da Giuditta. Che prova a far ripartire il campo largo insieme alle associazioni e convoca un incontro per domani alle ore 17 presso la sede di Ndc (Corso Vittorio Emanuele n. 141).






