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È scomparso l’intellettuale romeno Dieter Schlesak

È scomparso venerdì 29 marzo, all’età di 85 anni, Dieter Schlesak, poeta e intellettuale romeno che da tempo viveva in Italia, precisamente a Pieve di Camaiore, dopo l’esilio nel 1969 dalla Romania comunista.  Insegnante di lingua tedesca e redattore della rivista Neue Literatur, ha ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali.

Nel 1989 gli è stato assegnato lo Schubart-Literaturpreis, nel 1993 ha ottenuto il premio Nicolaus Lenau per la sua produzione lirica, nel 1994 gli è stato conferito l’Hauptpreis des Ostdeutschen Kulturrates per la sua opera in prosa. Nel 2005 ha ricevuto il conferimento della laurea honoris causa da parte dell’Università di Bucarest, nel 2007 il Maria-Ensle-Preis a Stoccarda.

Di recente, dopo il successo di “Luce/Licht”, Schlesak aveva pubblicato una nuova raccolta di poesie insieme a Vivetta Valacca dal titolo “Parafrasi d’amore” (Book Editore, 2019). Come ha scritto a proposito Antonio Di Gennaro: “Ci sono libri in versi che accarezzano l’anima e le sussurrano delicatamente una sommessa e dolce melodia, per farla acquietare dall’impetuoso turbinio del tempo. Libri di siffatta specie, parlando d’amore al cuore del nostro cuore, donano riposo/ristoro alla radice più profonda del nostro spirito-scisso, all’epicentro del nostro essere-ferito. Veniamo docilmente cullati e temporaneamente trasportati in una dimensione limite al di là del tempo, dove ci sembra di incontrare l’Uno, l’Eterno, nel sogno della parola, nella parola che diviene sogno, nel grembo dell’incoscienza e del sonno. È la dimensione onirica: quella del dormiveglia, dell’abbandono, della notte tempestata di stelle silenti (rappresentata da Van Gogh), in cui siamo parte di un Tutto universale, che ci sovrasta e ci protegge: l’oblio di sé, la fusione con l’altro da sé”.

Tra le sue opere più importanti si segnalano: “Vaterlandstage” (I giorni della patria); i romanzi “Die Kunst des Verschwindens” (L’arte del dileguare) (1986); “Der Verweser” (Il corruttore) (2002), “Viktor Capesius. Der Apotheker von Auschwitz” (Victor Capesius. Il farmacista di Auschwitz).

Il successo internazionale era arrivato con l’opera “Bandiere bucate: viaggio dentro una rivoluzione” (Moretti & Vitali), dove Schlesak aveva mostrato al mondo la barbarie del regime di Nicolae Ceaușescu.

In lingua italiana, è apparso anche il suo scambio epistolare con il filosofo Emil Cioran, costituito da quattordici missive, pubblicato con il titolo “Un’altra verità” (Mimesis Editore).

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