L’EIC ha ratificato gli schemi regolatori: aumenti in bolletta. Ora basta ipocrisie: il conto non può pagarlo il cittadino
Il Comitato Uniamoci per l’Acqua interviene dopo l’approvazione da parte del Comitato Esecutivo dell’Ente Idrico Campano (EIC) degli schemi regolatori 2024–2029, che determinano l’incremento delle tariffe per gli utenti serviti da Alto Calore Servizi.
I numeri non hanno bisogno di retorica: si tratta di un percorso di aumento che, secondo gli stessi atti istruttori richiamati dai sindaci, porta a un incremento cumulato nell’ordine del 60–70% nel periodo regolatorio.Noi diciamo una cosa semplice: questo non è un destino tecnico inevitabile, è una scelta politica.E soprattutto: non è credibile raccontare ai cittadini che questi aumenti servono “a rifare le reti”, perché dai documenti emerge che la crescita tariffaria è trainata in larga parte dalla copertura di costi operativi e dal riequilibrio economico-finanziario, mentre gli investimenti strutturali dipendono in misura prevalente da risorse pubbliche e da capacità di attuazione che negli anni è mancata o è stata insufficiente.
Un punto va fissato senza ambiguità: anche i sindaci lo scrivono nero su bianco nella loro nota:
la tariffa, per legge e per regolazione ARERA, deve coprire costi efficienti e non può diventare il meccanismo automatico con cui si trasferiscono sull’utenza criticità gestionali pregresse o squilibri straordinari del gestore.
E allora la domanda politica è inevitabile: perché ci si muove così tardi?
I sindaci sono soci del gestore e rappresentano le comunità: dovevano aprire un confronto pubblico e istituzionale prima che lo schema arrivasse a ratifica. Dovevano convocare un’assemblea dei sindaci soci, informare i cittadini, costruire un indirizzo chiaro e soprattutto pretendere alternative reali alla leva tariffaria. Oggi, dopo la ratifica, anche posizioni condivisibili rischiano di restare un’arma spuntata.
Come Comitato lo diciamo senza giri di parole: non accettiamo che famiglie, imprese e Comuni paghino il prezzo di anni di scelte sbagliate e di mancata programmazione, pretendiamo trasparenza totale: pubblicazione integrale degli atti e delle simulazioni di impatto in bolletta, pretendiamo condizionalità vincolanti: ogni eventuale incremento deve essere legato a risultati misurabili (perdite, continuità del servizio, qualità tecnica/contrattuale), con rendicontazione pubblica;pretendiamo risorse pubbliche prima della bolletta: Regione, Stato, Europa devono coprire il rifacimento delle reti colabrodo; non può essere scaricato sui soli utenti di Irpinia e Sannio.
Infine: chi in campagna elettorale regionale ha riempito la bocca di “emergenza idrica” oggi non può tacere mentre arriva il conto. Il silenzio, in questa fase, è complicità.


