Napoli – La battaglia si fa più serrata, e la questione dell’acqua pubblica che sta per essere, in parte, privatizzata è una serie di botta e risposta tra palazzo San Giacomo e il Coordinamento Campano e i Comitati. Il sindaco Gaetano Manfredi, in qualche modo, rassicura i Comitati campani per l’acqua pubblica. Questi ultimi preoccupati che la gestione di Abc, azienda in house del Comune di Napoli, possa diventare, da speciale, una società per azioni, e da giorni ormai manifestano per cercare di evitare che questo accada. Si tratterebbe, come sottolineato dallo stesso Gaetano Manfredi, della modifica giuridica della società che gestisce le reti. Il primo cittadino di Napoli, però, spiega che non c’è motivo di preoccuparsi. E nella presentazione del Rapporto di Avviso Pubblico, interviene.
“C’è una legge nazionale, che riprende una direttiva europea, che prevede che le società che gestiscono le reti siano delle S.p.A.”, ha chiarito Manfredi. “Ma visto che viene fatto un affidamento in house del servizio, questo può essere fatto solamente a una società che ha il 100 per cento di capitale pubblico. Qualora cambiasse capitale, l’azienda perderebbe la gestione del servizio”. Quello che si sta per fare è un obbligo di legge, insomma, ma il vincolo dell’affidamento diretto impedirebbe che si possa vendere una minima quota ai privati. Altrimenti Abc non avrebbe più il diritto di gestione. Anche durante l’ultimo sit-in, comunque, dei Comitati svoltosi in concomitanza con la seduta della Commissione Infrastrutture e Mobilità, è stata ribadita la “più totale e netta contrarietà a ipotesi di trasformazione di Abc in spa”. E definiscono “inaccettabili” le rassicurazioni dell’amministrazione Manfredi. “Questo passaggio – dicono infatti Coordinamento e Comitati – non è altro che il primo passo per assoggettare l’acqua pubblica a logiche di mercato, di profitto e diritto privato”. E condannano ‘con fermezza le gravi falsità” dette dal sindaco che parla di “obbligo di legge imposto a livello nazionale” e che sembra più che altro un vero e proprio “smantellamento”. “Una scelta deliberata – continuano – di assecondare le lobby privatistiche Un insulto all’intelligenza dei cittadini”. Oltre che “un tentativo di sottrarsi alle proprie responsabilità politiche di fronte alla città”. A supporto portano la tesi del giurista Alberto Lucarelli, il quale “dimostra che il D l. 201 del 2022 non possiede alcuna efficacia retroattiva e non trova, in alcun modo, applicazione per l’azienda speciale ABC di Napoli”. La commissione riunitasi a palazzo S.Giacomo, nella quale si è notata l’assenza dall’assessore Cosenza, ha assunto un impegno, attraverso il suo presidente Aniello Esposito. Quello di “fermare accelerazioni unilaterali” ed è stato annunciata una nuova convocazione di un tavolo istituzionale, al quale prenderanno parte anche i Comitati. Cosa già promessa precedentemente. Intanto, padre Alex Zanotelli nel suo intervento in Commissione ha detto:” Non tradiamo il voto di 27 milioni di persone che, nel 2011, attraverso un referendum popolare hanno sancito che sull’acqua non si possono fare profitti. Napoli è stata l’unica metropoli a rispettare quel mandato storico. Chiediamo a Manfredi – ha concluso padre Alex – di fermarsi immediatamente: l’acqua è un diritto inalienabile e la sua gestione deve restare fuori dal mercato”.



