Grottaminarda – Si rivedono, nella cittadina ufitana, i Comitati del Sud nati all’indomani dell’emergenza idrica, cominciata sei mesi fa e ancora irrisolta. E dopo un’altra tragica giornata, con ben cinquantatre Comuni delle province di Avellino e Benevento senza acqua a causa della rottura della condotta adduttrice Dn700, riemerge il problema ancora più forte.
E, ad Ariano e Montoro, l’acqua resta inquinata. Nella sala convegni”Thomas Menino”di Grottaminarda, intanto ieri sera si è aggiunto il Comitato di Potenza. Presente anche il coordinatore dell’associazione Piccoli Comuni, Virgilio Caivano. Secondo il quale siamo giunti ad un punto in cui”la nostra lotta ha raggiunto un punto importante”. Intanto perché “attraverso la comunicazione, il tema dell’acqua è diventato nazionale”.
E, a seguito del precedente incontro, sempre a Grottaminarda,”si sono mosse le acque”. Sembra, infatti, che sia in via di definizione un’incontro tra le Regioni Campania e Puglia. Una cosa, comunque, è certa: che i Comitati spontanei devono fare “pur rispettando i sindaci e i tavoli istituzionali”, un cammino alternativo. “I primi cittadini-sottolinea ancora Caivano-sono, in qualche modo, prigionieri dei governatori”.
I Comitati sono consapevoli che adesso “è tempo di alzare l’asticella”. Le quattro regioni del Sud che stanno soffrendo questa emergenza, più di tutte, sono chiamate”a dare risposte”. Un piano”decennale”per l’acqua pubblica. Perché diventi”la vera questione meridionale”.”Stiamo provando a sollevare un problema enorme”. Grande quanto”44mila chilometri di condutture”.
Tutte”rattoppate e vecchie di almeno settant’anni”. Campania, Puglia, Molise e Basilicata,”devono essere sollecitate a sostenere un tavolo regionale di confronto con le istituzioni nazionali”. Non ci gira intorno, il portavoce di Piccoli Comuni.
“I nostri interlocutori-infatti, spiega- devono essere il Governo( la presidente del consiglio Giorgia Meloni ha la delega al Sud, ndr) e la Commissione europea, in cui oggi c’è Raffaele Fitto, pugliese”. Quello che i Comitati stanno facendo, dalla scorsa estate ad oggi, ha “portato un sentimento nuovo tra la gente”.
Oltre ad una”nuova consapevolezza”.”Studiamo bene i dossier – consiglia Caivano – e continuiamo il lavoro che stiamo facendo “.
I Comitati del Sud, uniti, “faranno di questo tavolo un’opportunità”. Bisogna, allo stesso tempo, stare attenti.”Controllare l’acqua vuol dire democrazia- ancora Caivano-. Lavoriamo per le generazioni che verranno. Con coerenza, rispetto e dignità”.



