Ieri l’annuncio del sindaco di Mirabella Giancarlo Ruggiero, la tirata del Carro si farà nel segno della tradizione e nel rispetto delle norme di sicurezza, come chiesto dal direttore artistico dimissionario Giotto Faugno. Ruggiero rassicura e parla di criticità risolte. Ma restano non poche perplessità sui lavori da terminare per garantire la sicurezza del Carro e la difficoltà di dialogo tra Giotto Faugno, la comunità che chiede che la tradizione sia salvaguardata e l’amministrazione comunale come se gli obiettivi che ciascuno persegue fossero diversi. Come se le parole non coincidessero con le azioni, se è vero che Giotto Faugno aveva lanciato l’allarme sulla necessitò di risistemare il Carro mesi fa.
La Voce di Aeclanum leva forte la sua voce nel denunciare “il progressivo indebolimento delle strutture sociali, dei valori e delle norme che tengono unite una comunità. Non è una crisi passeggera ma un cambiamento profondo che porta alla perdita di efficacia delle istituzioni. Non si crede nel cambiamento e nella promessa di futuro (nichilismo). La moltitudine degli individui non riconosce più la classe dirigente amministrativa che ha mal governato il comune da tantissimi anni, sempre la stessa. La cognizione della decadenza si è insediata nelle menti. Nella Mirabella Eclano socialmente disgregata si è creato un falso senso di comunità: “Noi verso loro”. Il problema non è il bisogno di identità in sé, che è una dimensione costitutiva dell’esperienza umana. Ma l’identità costruita in forma oppositiva: “Il noi” acquista consistenza soltanto contrapponendosi a “un loro”. È questo il terreno sul quale prosperano il risentimento, la paura e la polarizzazione, poi, la frantumazione del tessuto sociale ha dissolto più profondamente la cultura popolare. Creando un vuoto che oggi viene occupato dal populismo e dal rancore”
Claudio Bruno punta l’indice contro la cattiva gestione da parte delle amministrazioni comunali che si sono succedute dei riti del Carro, che rischiano di metterne in discussione la funzione identitaria, privilegiando lo spettacolo alla tradizione, ribadendo come il Carro di Mirabella è un bene della comunità che va tutelato “Sulla vicenda Carro, il simbolo della città, si registra un comportamento “suicidario” per citare Ulrich Beck. Un teatro dell’assurdo di questi mesi, dopo il G7 degli Interni globale e il secondo posto a Capitale Italiana della Cultura, esplode il crack finanziario del comune (la bancarotta pubblica). Ci siamo persi. Da tempo i nostri giorni, perduti nel vuoto del mondo nuovo, sembrano aver inghiottito ormai per sempre quel passato. Il Carro è diventato un simulacro di quello che fu, un’ombra, un fantasma, un’apparenza dai mille colori. Le forme rituali, seppur vacanti, nel senso di svuotate di potere simbolico e di presa, la crisi del sacro, non si può dire che sono privi di quel legame sociale e senso di appartenenza nella Grande Tirata, anche se dopo la tirata ritorna l’alienazione culturale.
I riti sono ancora necessari per rifondare la convivenza nella contemporaneità. La ricerca dell’antropologo Harvey Whitehouse, “L’animale rituale”, è destinata a cambiare tutto. Da qui occorre ripartire per il rilancio. Quelle tante positività che pure sono presenti, rischiano di disperdersi però in mille rivoli e finiscono per confermare le negatività.
“Cento niente uccisero un ciuccio” dice un proverbio. Il Carro è una tradizione da tutelare: “Il Carro di paglia è la vera gloria del luogo, un prodigio della civiltà contadina che è rimasto miracolosamente in vita”.
Oggi il Carro è in crisi per il generale degrado culturale e morale, rispetto a un patrimonio storico, archeologico, paesaggistico straordinario. Maledetto quell’anno 1990 quando il comune diventò “erede illegittimo” del Carro! Dopo 36 anni di gestione politico-amministrativa la condizione dell’Obelisco è sotto gli occhi di tutti.
Un vanto per il sindaco, una festa dal Giorno alla Notte, mai tanti soldi spesi prelevati dal bilancio pubblico: 177 mila euro nel 2022, 300 mila euro nel 2023. Per non parlare della vicenda dei “contratti di sponsorizzazione” di circa 400/500 mila euro, utilizzati prevalentemente per Festa, Farina e Forca (ad es. Lamborghini 70 mila euro), nonostante una delibera di giunta municipale del 2021 che parlava di “utilizzo per il rifacimento del Carro”.
Ancora, il Carro a Villa Orsini in occasione del G7 per l’importo di 30 mila euro. E ancora il Carro di ferro al soldo di 50/60 mila euro. La Fondazione solo l’anno scorso ha raccolto 70 mila euro per la cupola, ma nulla di fatto per acquistarla e montarla”.


