E’ una visione carica di simboli che racconta il mito del viaggio “Exodus, Il viaggio per la vita che fugge” di Alfonso Silba, in mostra al Circolo della stampa dal 9 al 19 aprile. Un itinerario in cui immagini dalla forte valenza religiosa abbracciano rappresentazioni universali. «L’esodo per la vita, che sfugge, vaga e cambia, non è solo fisico ma anche emozionale. Viaggiamo con la fantasia, viaggiamo per il piacere, erriamo per la fortuna. – commenta Gabriele Agus, presentando la mostra – Con tele lunghe fino a decine metri, un senso orizzontale di movimento costante permea le figure rappresentate, prive di caratteristiche specifiche o di forme distintive, evidenziando così la trascendenza dei soggetti e la validità assoluta di ogni epoca umana”. A prendere forma un universo che richiama con forza gli episodi delle Sacre Scritture ma anche le sofferenze dell’umanità di ogni tempo e luogo. La tragedia di ieri dell’esodo di un popolo come quello di Israele non appare così diversa dal dramma che vivono tanti popoli oggi, costretti a lasciare la propria terra a causa di guerra e povertà. Un’universalità, quella delle immagini, evidente nella scelta di rappresentare le figure senza volto. Centrali i colori in cui prevale il rosso, simbolo di sofferenza e l’idea del movimento, come se donne e uomini fossero in costante fuga. Un universo, quello delle migrazioni, a cui Silba aveva già dedicato un ciclo pittorico nel 2017,
Alfonso Silba, classe 1945, è pittore e scultore avellinese, formatosi alla bottega d’arte di Filippo de Jorio, grande protagonista del panorama artistico cittadino. Diplomatosi all’Istituto d’arte di Avellino, ha lasciato giovanissimo l’Irpinia per andare a insegnare in Sardegna. Nel 2019 ha festeggiato 50 anni di carriera, nei quali ha esposto in giro per l’Italia raccontando miti, leggende, culture e storia della Sardegna e della vita umana in generale, dall’omaggio a Dante Alighieri a Grazia Deledda, portando con sé un messaggio di amore verso la cultura. Fondatore del centro studi Giuseppe Guisa di Orosei, è impegnato nella salvaguardia delle testimonianze storiche della cultura sarda. Centrale nella sua ricerca l’amore per l’arte sacra in un autentico “duetto d’autore per un’unica melodia d’arte e religiosità”
Numerose le opere. sculture, altorilievi, opere bronzee e opere pittoriche, esposte anche a Dallas, Amburgo e Venezia e in collezioni private. Tra le opere più monumentali i portali bronzei con altorilievi per la Parrocchiale di San Giacomo Maggiore a Orosei. La mostra sarà inaugurata il 9 aprile alla presenza della giornalista Floriana Guerriero e del critico Gabriele Agus.



