Con molto piacere ho avuto la possibilità di confrontarmi con il Forum delle Famiglie della provincia di Avellino che ringrazio sentitamente per l’invito che mi è stato rivolto e che ci ha dato la possibilità di sottolineare alcuni punti importanti del nostro programma e della nostra futura azione amministrativa.
La nostra proposta è chiara: Avellino deve essere una città che si prende cura delle persone. Noi proponiamo una “Città della Cura”, moderna, europea, concreta. Continueremo ad investire nei servizi sociali, come abbiamo sempre fatto, con un Consorzio che oggi è all’avanguardia.
Una famiglia avellinese non può affrontare da sola il costo della fragilità: assistenza agli anziani, sostegno alla disabilità, caro-affitti, servizi educativi insufficienti, difficoltà psicologiche dei ragazzi, povertà educativa. Un’amministrazione comunale non può sostituirsi allo Stato o alla Regione, ma può coordinare, semplificare, integrare e programmare meglio le risorse disponibili. Per questo proponiamo: l’istituzione di un “Punto Unico Famiglia”, uno sportello comunale integrato capace di orientare i cittadini tra bonus, servizi sociali, assistenza domiciliare, sostegni alla genitorialità e opportunità lavorative; la creazione di équipe territoriali di quartiere, sul modello delle “case di comunità” diffuse nel Nord Europa, con assistenti sociali, educatori e mediatori che lavorino direttamente nei rioni più fragili; un piano comunale contro la solitudine degli anziani, con assistenza di prossimità, teleassistenza e reti di volontariato coordinate dal Comune; il rafforzamento del sostegno alle famiglie con persone autistiche e disabili, costruendo un rapporto stabile con ASL, Terzo Settore e Università; l’attivazione di un servizio comunale di supporto psicologico per adolescenti e famiglie, utilizzando fondi regionali ed europei dedicati al disagio giovanile. In molte città europee — da Barcellona a Rotterdam — il welfare municipale funziona perché il Comune non aspetta che il cittadino vada negli uffici: è il servizio pubblico che entra nei quartieri.
È questo il modello che vogliamo portare ad Avellino. La città dei giovani: non basta trattenerli, bisogna dare loro un motivo per restare. Negli ultimi anni, grazie alla nostra amministrazione, Avellino ha ottenuto un risultato importante: l’arrivo e il consolidamento dell’Università in città.
Questo rappresenta una grande opportunità che va finalmente collegata allo sviluppo urbano, economico e culturale del territorio. Portare studenti ad Avellino non basta. Bisogna creare una città in cui quei giovani decidano di lavorative; la creazione di équipe territoriali di quartiere, sul modello delle “case di comunità” diffuse nel Nord Europa, con assistenti sociali, educatori e mediatori che lavorino direttamente nei rioni più fragili; un piano comunale contro la solitudine degli anziani, con assistenza di prossimità, teleassistenza e reti di volontariato coordinate dal Comune; il rafforzamento del sostegno alle famiglie con persone autistiche e disabili, costruendo un rapporto stabile con ASL, Terzo Settore e Università; l’attivazione di un servizio comunale di supporto psicologico per adolescenti e famiglie, utilizzando fondi regionali ed europei dedicati al disagio giovanile. In molte città europee — da Barcellona a Rotterdam — il welfare municipale funziona perché il Comune non aspetta che il cittadino vada negli uffici: è il servizio pubblico che entra nei quartieri.
È questo il modello che vogliamo portare ad Avellino. La città dei giovani: non basta trattenerli, bisogna dare loro un motivo per restare. Negli ultimi anni, grazie alla nostra amministrazione, Avellino ha ottenuto un risultato importante: l’arrivo e il consolidamento dell’Università in città. Questo rappresenta una grande opportunità che va finalmente collegata allo sviluppo urbano, economico e culturale del territorio. Portare studenti ad Avellino non basta. Bisogna creare una città in cui quei giovani decidano di vivere. Per questo proponiamo: un Patto Comune–Università–Imprese per creare tirocini, incubatori e percorsi di inserimento lavorativo locale; agevolazioni sugli affitti per studenti e giovani coppie; coworking comunali nei contenitori urbani inutilizzati; una rete di spazi culturali aperti la sera; un piano per lo sport accessibile nei quartieri; il potenziamento reale del Forum dei Giovani, già istituito dal Comune, trasformandolo in uno strumento stabile di partecipazione alle scelte amministrative. La vera sfida non è evitare che i giovani partano. La vera sfida è fare in modo che abbiano la libertà di scegliere se restare. La nostra idea di città Un capoluogo che misura il proprio sviluppo dalla qualità della vita delle persone più fragili.
Una città in cui un anziano non si senta abbandonato, una famiglia non debba scegliere tra cura e lavoro, un ragazzo non sia costretto a partire per forza, un quartiere popolare non venga dimenticato, chi ha una disabilità trovi servizi, dignità e opportunità. Questa è la differenza tra amministrare e governare. E Avellino oggi ha bisogno di essere governata con una visione sociale, concreta e profondamente umana.



