Fonderie Pisano, continua il braccio di ferro: torna in bilico il futuro degli oltre 30 lavoratori ex ArcelorMittal. Fumata nera al termine dell’atteso vertice in Prefettura. “Purtroppo non c’è stato alcun passo indietro e, soprattutto, non c’è alcuna volontà neanche di approfondire la questione: chi, a partire dal comitato e dal sindaco di Luogosano, era contrario all’insediamento delle Fonderie Pisano, ha confermato il suo no”. Il segretario della Fiom Giuseppe Morsa, firmatario dell’accordo insieme alla Fim lo scorso 21 Novembre in Regione, non nasconde la sua preoccupazione al termine del vertice in Prefettura. Al tavolo del confronto, insieme ad alcuni esponenti di ArcelorMittal e della nuova azienda di Salerno, c’erano anche diversi amministratori dell’area e altri rappresentanti istituzionali. “Il Prefetto – precisa Morsa – aveva proposto dei tavoli tecnici per entrare nel merito delle questioni aperte, ma è stato tutto inutile”. E ora? La Fiom conta di portare nuovamente la vertenza in Regione. “Auspichiamo l’interessamento degli Assessorati all’Ambiente e allo Sviluppo, ma è chiaro che questa contrapposizione non aiuta, e allontana ogni ipotesi di rilancio dell’ex stabilimento Arcelor”.
Il Comitato, sostenuto da Coldiretti, Legambiente e dal Comune di Luogosano, non si oppone alla reindustrializzazione, ma chiede investimenti produttivi compatibili con il territorio e la sua economia: le stesse richieste deliberate alla unanimità dal consiglio comunale di Luogosano. Posizioni, come detto, ribadite anche la tavolo di questa sera che hanno creato una situazione di stallo non facile da superare. Il sindaco di Luogosano, Carmine Ferrante, ha più volte ribadito che la sua amministrazione non ha assunto una decisione affrettata, come confermato “da una delibera votato all’unanimità contro l’insediamento della fonderia che potrebbe compromettere un territorio che vive di prodotti di eccellenza”.



