Non c’è pace per le strade, e le infrastrutture, che circondano la valle dell’Ufita e che dovrebbero, il condizionale è d’obbligo, segnare lo sviluppo di tutto il territorio e dell’intera provincia di Avellino. Se la Lioni-Contursi-Grottaminarda è ferma per questioni burocratiche, e le quattro varianti per le quali ancora la Regione Campania non si decide a mettere nero su bianco, ad approvarle insomma, a scricchiolare è il gigante dell’intero pacchetto: la Napoli Bari, detta più comunemente Alta Velocità. Ha ceduto la galleria “Hirpinia”, da cui prende il nome anche la stazione ferroviaria che dovrebbe nascere tra i Comuni di Ariano Irpino e Grottaminarda. Quella galleria, tra l’altro, è uno dei cantieri più duri e difficili, oltre che importanti dal punto di vista strategico, di quella linea.
Le due talpe meccaniche che stanno cercando di lavorare, evidentemente, stanno avendo problemi a scavare. Il territorio, infatti, è particolarmente argilloso. Ma questo, però, già si sapeva. Allora, questa notizia assume contorni ancora più oscuri. Perché, conoscendo la morfologia del territorio irpino, si è voluto procedere assolutamente a fare quei lavori. Negli anni scorsi c’erano stati già dei problemi: strade interrotte, paesi del comprensorio isolati. Insomma, va bene il progresso e lo sviluppo ma a questo punto qualcosa che non andava era sotto gli occhi di tutti.
Lo avevano segnalato anche gli ambientalisti che, ora, non sono ancora intervenuti. I lavori della galleria “Hirpinia”, intanto, ovviamente sono fermi. E lo saranno per almeno un anno. Il tratto interessato è quello Apice-Orsara e le due, gigantesche, talpe meccaniche adesso sono ferme. Adesso si prevede un intervento di consolidamento articolato. E, quindi, si potrà dire con qualche certezza in più quando potranno riprendere i lavori di questa importante infrastruttura.
Una galleria lunga 27 chilometri, quella di cui stiamo parlando, per 1,2 miliardi di euro investiti: praticamente il pezzo più costoso dell’intera Napoli-Bari. Per adesso sono consentite solo le lavorazioni, cosiddette, accessorie
Al momento, il cantiere resta attivo solo per le lavorazioni accessorie e per la produzione dei conci prefabbricati, mentre lo scavo della galleria – lunga circa 27 chilometri – è completamente fermo. Mentre adesso dovrebbe pensarci Italferr per ritornare, evidentemente, sul progetto, per ripartire.


