Martedì, 4 Agosto 2026
21.00 (Roma)

Ultimi articoli

Giorno della Memoria, storie di internati a Forino: da Ada Rossi a Louis Israel Cohn

di Paolo D’Amato

Ricordare non è un rito vuoto: è un dovere che ci chiede di ascoltare le voci di chi ha subito persecuzioni, di restituire nomi e volti alla storia e di trasformare il ricordo in impegno civile. A Forino, come in molti piccoli centri d’Italia, la Shoah e le misure repressive del fascismo hanno lasciato tracce concrete: registri, lettere, atti amministrativi e soprattutto storie di persone costrette a vivere lontane dai propri affetti. Qui raccogliamo alcune di quelle storie, tratte da un lavoro del sottoscritto di prossima pubblicazione, perché la memoria viva nasca dalla conoscenza dei fatti e dalla cura delle persone. Tra il 1940 e il 1943 Forino ospitò internati civili e confinati politici: cittadini stranieri, ebrei germanici, donne e uomini sospettati dal regime. L’internamento libero imponeva la residenza forzata nel comune, controlli quotidiani e limitazioni di movimento; per molti fu una condizione di isolamento e di precarietà economica. Le autorità locali, le suore della congregazione di Palazzo Rossi e la Casa dell’Ente Comunale di Assistenza (ECA) furono i luoghi concreti in cui si svolse la vita quotidiana degli internati: dalla distribuzione del pane all’alloggio, dalle pratiche burocratiche alle visite mediche. Emergono volti noti e vicende meno conosciute. Ada Rossi, moglie di Ernesto Rossi, antifascista, fu inviata a Forino nel dicembre 1942. La sua presenza ricorda che il confino colpì anche donne impegnate nella resistenza civile e culturale; le sue lettere testimoniano dignità, determinazione e la volontà di mantenere reti di solidarietà per un’idea di Europa libera. La storia di Louis Israel Cohn, internato e malato, che morì a Forino, mette in luce la fragilità fisica e la speranza di chi cercava di raggiungere i propri cari all’estero, ostacolata dalla burocrazia e dalle circostanze belliche. I casi delle famiglie Wasservoegel e Feilbogen mostrano percorsi che partono dall’internamento in Irpinia e arrivano fino a Fort Ontario e agli Stati Uniti: storie di fuga, accoglienza internazionale e ricostruzione di una vita dopo la persecuzione. Altre figure — medici, insegnanti, artisti come Olga De Goguine, e donne internate come Wilma Lang o Hildegarda Goldstein — restituiscono la varietà delle esperienze: professioni, nazionalità e età diverse, tutte accomunate dalla perdita della libertà e dalla necessità di adattarsi a condizioni difficili. I documenti d’archivio non raccontano solo grandi eventi: emergono i dettagli della convivenza forzata, le lamentele, le ispezioni amministrative e i pettegolezzi che portarono a trasferimenti e sanzioni. L’ispezione del 16 settembre 1941, con annotazioni su “condotta morale” e gelosie tra internate, rivela come il controllo sociale e la morale pubblica venissero usati per disciplinare vite già segnate dalla privazione. Questi episodi non giustificano giudizi sommari, ma aiutano a comprendere la complessità della vita sotto sorveglianza: umanità, fragilità, conflitti e solidarietà convivono nelle stesse stanze. Luoghi come la Casa dell’ECA e Palazzo Rossi non sono solo edifici: sono testimoni materiali di un passato che ha segnato la comunità. La Casa dell’ECA, nata per l’assistenza e poi adattata alle emergenze della guerra, e Palazzo Rossi, con la sua storia di ospitalità, ricordano che la memoria passa anche attraverso la cura degli spazi pubblici. Conservare, studiare e valorizzare questi luoghi significa offrire ai giovani strumenti concreti per comprendere il passato. La Giornata della Memoria non è un ricordo rituale: è un invito a trasformare la conoscenza in responsabilità. Le storie degli internati di Forino ci ricordano che la persecuzione nasce da leggi, burocrazie e pratiche quotidiane che possono apparire normali fino a quando non si guarda alle loro conseguenze umane. Ricordare significa educare: integrare queste vicende nei percorsi scolastici, promuovere incontri pubblici, conservare gli archivi e ascoltare le testimonianze. Solo così la memoria diventa presidio contro il razzismo, l’intolleranza e ogni forma di esclusione. Restituire nomi e volti alla storia è un atto di giustizia. Le pagine del registro degli internati, le lettere di Ada Rossi, gli atti di morte e le schede di trasferimento non sono solo documenti: sono tracce di vite che chiedono di essere ricordate con cura. In questa Giornata della Memoria, Forino rinnova il proprio impegno: custodire la memoria locale per contribuire a una memoria collettiva che difenda la dignità di ogni persona.

 

Condividi

Picture of redazione web

redazione web

Cronaca

La Polizia di Stato di Avellino ha tratto in arresto un 36enne pregiudicato, residente nella provincia di Avellino, condannato a…

Sono 57 gli edifici dichiarati inagibili e 395 le abitazioni sgomberate. Le attività dei vigili del fuoco sono tuttora in…

È stata fissata per il 15 settembre l’udienza preliminare – davanti al gup del tribunale di Napoli – per…

Attualità

Momenti di apprensione a Serra di Pratola, frazione del Comune di Pratola Serra, per circa 5 incendi che hanno circondato…

Francesco Sellitto, presidente dell’Ordine dei Medici di Avellino. Uno sguardo sulle criticità territoriali, dal pronto soccorso dell’Ospedale Moscati di Avellino…

Leggi anche

Un viaggio nella memoria collettiva nato dal ritrovamento del Registro degli internati tra le carte dell’Archivio Comunale. E’ l’idea da cui nasce il volume “Gli internati liberi di Forino. Internamento civile e persecuzione razziale nell’Italia fascista (1940-1943)” di Paolo D’Amato che ricostruisce il ruolo di Forino nella storia dell’internamento civile...

“La parità non si realizza solo nei tribunali ma si costruisce ogni giorno nei luoghi di lavoro, nelle scuole, nelle famiglie, nelle parrocchie e nelle comunità”. A sottolinearlo l’avvocati Giovanna Perna, presidente del Comitato Pari Opportunità del COA di Avellino, nel corso del confronto “Non solo una questione di genere”,...

di Paolo D’Amato In un’area dell’Irpinia posta geograficamente ai confini, crocevia di storia e dominazioni, tra boschi e sorgenti, si cela un borgo che custodisce un’anima antica: Forino. Lucio D’Amore, autore e studioso con una carriera professionale internazionale alle spalle, ha dedicato a questo luogo un’opera monumentale: “Forino tra storia...

Paolo D’Amato Percorrere i sentieri che si inerpicano dalla piana di Montoro verso Forino ci pone di fronte a una serie di interrogativi: qual era, un tempo, il collegamento principale tra la suddetta piana e quella che ospita il nostro paese? Da Preturo di Montoro sale una mulattiera, alle falde...

Ultimi articoli

Attualità

E l’Anief a sottolineare le non poche criticità nella ripartizione dei posti in deroga per Docenti, Sostegno e ATA. «I…

Avellino -Un saluto istituzionale, ma non di circostanza. SOS Impresa Avellino accoglie con favore l’arrivo di Franca Fico alla guida…

In merito a quanto accaduto ieri pomeriggio ad Avellino, durante la forte grandinata che ha colpito la città e che…

Segui il Corriere dell'Irpinia

Informativa Privacy

Questo sito utilizza cookies per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Le informazioni raccolte dai cookies sono conservate nel tuo browser e hanno la funzione di riconoscere l'utente quando ritorna sul nostro sito web e aiutare il nostro team a capire quali sono le sezioni del sito ritenute più interessanti ed utili.

Puoi modificare le impostazione dei cookies nelle sezioni a sinistra.

Una versione estesa della nostra privacy policy invece è visionabile al seguente indirizzo Privacy Policy