L’Irpinia è una terra che spesso affida ai suoi figli migliori il compito di raccontarne il valore nel mondo. Professionisti, studiosi, imprenditori, artisti e servitori dello Stato che, pur avendo costruito la propria affermazione lontano dai luoghi d’origine, continuano a rappresentare un patrimonio umano e culturale di straordinaria importanza per le comunità da cui provengono. Tra queste eccellenze irpine merita certamente un posto di rilievo Giuditta Giorgio, diplomatica di carriera e oggi ambasciatrice d’Italia a Panama, il cui percorso professionale testimonia come talento, studio e dedizione possano trasformarsi in un esempio di prestigio internazionale senza recidere il legame con le proprie radici. A ripercorrere il legame con il territorio il prof. Gerardo Vespucci
Giuditta non è nata a Sant’Andrea, bensì a Napoli, ma è la figlia del nostro caro concittadino Dott. Prof. Antonio Giorgio (Tonino) e specie nei primi anni della sua infanzia e fanciullezza la si poteva incontrare tra via Mazzini ed il Corso – specie quando sono nate le sue due sorelle, Valentina e Azzurra – perché veniva a far visita alla nonna Concettella Potuto e passeggiare con qualche amichetta; oppure mentre saliva dalla piazza verso la Chiesa per andare dallo zio Michele (Potuto). Le sue visite si sono diradate crescendo, negli anni delle scuole Medie e Superiori, fino ad interrompersi dopo la perdita della nonna: ma il ricordo di quegli anni l’hanno sicuramente arricchita nella sua formazione esemplare e per molti versi originale. Infatti, tenuto conto che anche sua madre, Teresa Aloisio, di Muro Lucano (altra realtà importante per Giuditta!), è una dottoressa e prima ancora biologa, si capisce chiaramente che pur avendo respirato fino in fondo un’atmosfera fortemente scientista, ella ha saputo coltivare il suo dàimon con determinazione ed entusiasmo. Subito dopo il liceo classico, frequentato al Pontano e terminato col massimo dei voti, Giuditta si è praticamente trasferita a Gorizia dove ha frequentato la Facoltà di Scienze Internazionali e Diplomatiche sede staccata dell’Università di Trieste. Per capire come Giuditta Giorgio abbia costruito il suo straordinario percorso dopo che nel 2004 vinse il concorso che l’avviò alla carriera diplomatica, lasciamo la parola alla Farnesina: “I suoi primi incarichi sono stati alla Direzione Generale Affari Politici Multilaterali e Diritti Umani e alla Direzione Generale Paesi Mediterraneo e Medio Oriente; poi nel 2008 è secondo segretario commerciale a Seoul, sede in cui è confermata con funzioni di primo segretario commerciale. Nel 2013 è primo segretario alla Rappresentanza permanente presso la UE in Bruxelles e, tre anni più tardi, presta servizio fuori ruolo alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, presso l’Ufficio del consigliere Diplomatico del presidente del Consiglio. Dal 2018 e sino al 2021 è al Gabinetto del ministro, poi è a Washington come consigliere e in seguito con funzioni di primo consigliere.” E così dal 13 novembre Giuditta ha lasciato gli USA per Panama dove sicuramente darà seguito concreto a quanto dichiarato al momento dell’insediamento nel nuovo incarico, assunto “con senso di responsabilità ed entusiasmo”: “Panama e Italia condividono i valori fondanti della democrazia e la vocazione strategica di crocevia di connessioni e scambi tra popoli”. E ha aggiunto: “con la “squadra Italia” a Panama siamo impazienti di costruire nuove opportunità di crescita e di interscambio”. Per concludere, si parva licet componere magnis, (se è lecito confrontare cose piccole con le grandi), verrebbe spontaneo l’invito all’amministrazione di Sant’Andrea di conferire a Giuditta Giorgio la cittadinanza onoraria: ricordo che tale cittadinanza si offre per onorare chi ha onorato il paese!


