di Rosa Bianco
C’è un filo sottile, ma tenace, che unisce l’Irpinia al Parlamento Europeo di Bruxelles: è il filo della cultura, della memoria e della parola scritta. Quel filo ha portato Giuseppe Tecce, scrittore di origini irpine, a ricevere un riconoscimento prestigioso nell’ambito del progetto “Made in Italy Experience”, che ha premiato il 19 e 20 settembre 2025 il meglio della creatività italiana, intrecciando musica, pittura, scultura, moda e letteratura in un dialogo che ha dato voce al genio del nostro Paese.
Tecce ha ricevuto questo autorevole premio per il suo impegno nel rappresentare la cultura italiana attraverso la scrittura, i libri e l’arte del narrare. La sua relazione nella Conference Hall ha sottolineato il ruolo fondamentale della parola scritta, della carta stampata e della responsabilità di chi porta la nostra identità oltre i confini nazionali. Con voce ferma e autentica, ha ricordato come la scrittura non sia soltanto esercizio letterario, ma atto civile, capace di custodire identità e, al tempo stesso, di dialogare con l’altro.
Non è un caso che, proprio in questi mesi, lo scrittore abbia dato alle stampe “L’inaffondabile” – Graus Edizioni – scritto a quattro mani con l’ambientalista e esperto subacqueo Attilio D’Arielli. A soli tre mesi dal naufragio del superyacht Bayesian al largo della Sicilia, il volume si addentra nei misteri di quella tragedia, intrecciando cronaca, indagine e tensione narrativa. È un libro che scandaglia non solo i fondali di un disastro, ma anche quelli delle coscienze, restituendo dignità a storie spezzate e interrogando le responsabilità umane.
Accanto a questo lavoro di respiro internazionale, Tecce non ha mai smesso di guardare alla sua terra. Con “Racconti dall’Irpinia” -Graus Edizioni – la sua ultima opera, ha saputo trasformare i paesaggi, i silenzi e le ferite della sua provincia in materia letteraria universale, ottenendo un successo crescente. Non un semplice omaggio alle origini, ma la dimostrazione che l’Irpinia, con la sua memoria aspra e fertile, può diventare chiave di lettura del presente.
Il suo impegno si riflette anche nelle collaborazioni giornalistiche: Tecce scrive sullo storico Corriere dell’Irpinia, fondato nel 1923 da Guido Dorso, voce limpida del meridionalismo colto e appassionato. È in quella tradizione che il suo lavoro si colloca, rinnovandone il senso con uno sguardo aperto al mondo.
La presenza di Giuseppe Tecce a Bruxelles non è stata soltanto il riconoscimento di una carriera, ma il simbolo di un’Italia che porta con sé la forza delle radici e la capacità di proiettarle in un orizzonte europeo e globale. Un’Italia che non affonda, ma che resiste, racconta, immagina, e che nella parola trova la sua più autentica rotta.
La redazione del Corriere dell’Irpinia si unisce con orgoglio nel formulare i più sinceri auguri a Giuseppe Tecce, certo che il suo impegno culturale continuerà a essere motivo di prestigio per la nostra terra.
Come scriveva Pier Paolo Pasolini: «La cultura è l’unico bene dell’umanità che, diviso fra tutti, anziché diminuire diventa più grande.» È in questa verità che si colloca la voce di Tecce, capace di portare l’Irpinia in Europa e l’Italia nel mondo.




