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Giustizia e dintorni: e se la donna partorisce per altri è reato?

Gerardo Di Martino*

Non solo, ma potrebbe essere addirittura reato universale? Parliamo della cd. maternità surrogata ovviamente. In poche parole, le situazioni in cui una donna, inseminata con cellule sessuali della coppia sterile o di diversi donatori e donatrici, partorisce un bambino che diventerà formalmente figlio di chi ha ritenuto di ricorrere a questa pratica.

Il Senato ha definitivamente approvato il disegno di legge che rende “reato universale” questa particolare forma di procreazione assistita.

Ora, a prescindere da tutte le considerazioni sulla opportunità e sulla condivisibilità della maternità surrogata – di cui parleremo subito dopo – vorrei invitarvi ad una riflessione: l’Italia, secondo voi, può mai rendere perseguibile universalmente un comportamento che qui è vietato e che, al contrario, è permesso nelle nazioni ove è praticato?

Più che il diritto, la questione sfiora l’ovvio: se una pratica è legale in uno Stato diverso, certamente non potrà essere punibile nel nostro.

E comunque, a prescindere dalle questioni tecniche, quale sarebbe il problema? Questa indiscutibile necessità di vietare a genitori, che altrimenti non potrebbero, la possibilità di avere figli, non l’ho mai ben compresa

Perché mai un bambino non potrebbe essere concepito da persona diversa da quelle che immediatamente dopo il parto lo portano a casa e lo riconoscono giuridicamente come figlio?

Forse perché per lavoro e formazione ne vedo tante, messe su da genitori che hanno naturalmente avuto uno o più figli; forse per questo non riesco veramente a capirne il senso.

I tribunali italiani sono pieni, ma veramente pieni come uova, di fascicoli che vedono padri e madri in assoluta difficoltà e bambini nel fuoco di questioni che, per come gestite, li condannano, perché li segnano indelebilmente, senza alcuna colpa: non hanno certo scelto loro di venire la mondo.

Veramente non comprendo.

Non metto in dubbio che “il credo” possa portare a sostenere le medesime posizioni. Però guardate che è sempre meglio ammirarli e sperarli sereni – benché venuti al mondo da maternità surrogata – piuttosto che imbattersi in poveri bambini già segnati dalla “guerra” innescata e portata avanti dai genitori “naturali”. Nel loro interesse, ovviamente. E nei Tribunali e nelle Corti, credetemi, se ne vedono tanti. Parecchi. Troppi.

*avvocato

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