“C’è stato un bel confronto tra le parti. Devo dare atto al dottor Barretta di aver gestito in modo equilibrato la conferenza. Alla fine si è deciso per un rinvio, così da consentire un ulteriore approfondimento. Ascoltando le varie posizioni, però, è evidente che ci sono ancora delle distanze e, secondo me, bisogna continuare a lavorarci”. Così il sindaco di Solofra Nicola Moretti, a margine della conferenza dei servizi che si è tenuta questa mattina nella sede della Regione, a Collina Liguorini, per decidere sulla realizzazione dell’hub per il riciclo della plastica a Solofra, un Progetto Faro finanziato con fondi PNRR dal Ministero dell’Ambiente. L’obiettivo è lo sviluppo di tecnologie innovative nel settore dell’economia circolare.
“Il rinvio è a data da destinarsi. Questa mattina è arrivata la relazione negativa dei Vigili del Fuoco. Ci sono poi ulteriori richieste di integrazione da parte dell’Arpac e anche dell’Asl. Questo significa che servirà ancora del tempo”, ha spiegato Moretti.
“Noi manteniamo la nostra posizione, che è contraria all’intervento. Naturalmente aspettiamo anche i pareri degli altri enti. Siamo in attesa che la società fornisca le risposte richieste, in particolare ai Vigili del Fuoco. C’è stato un confronto molto acceso, pur senza arrivare a uno scontro vero e proprio, proprio sulle questioni legate alla sicurezza antincendio”.
Per Moretti “si tratta di una questione tecnica. Io ho partecipato alla conferenza in qualità di sindaco, rappresentando anche l’intero Consiglio comunale, che ha espresso voto contrario all’installazione di questa attività”.
Secondo Carmine De Maio, segretario della Filctem Cgil di Avellino, serve avere un quadro chiaro della situazione, vista la grande confusione che si è creata sul territorio.
“Come sindacato manteniamo una posizione laica. Vogliamo capire quali siano le reali intenzioni dell’azienda e, al tempo stesso, avere il massimo rispetto delle istituzioni chiamate a esprimersi sul progetto e a richiedere eventuali integrazioni. Oggi è stato stabilito che sarà avviata la verifica di assoggettabilità alla Valutazione di impatto ambientale e questo comporterà inevitabilmente un allungamento dei tempi, probabilmente di un paio di mesi.
Da quello che ho ascoltato durante la conferenza dei servizi – continua De Maio – nessuno ha espresso un ‘no’ pregiudiziale ed è giusto che sia così. C’è una discussione aperta su un progetto importante. Per quello che siamo riusciti a comprendere, potrebbe rappresentare un’occasione di diversificazione produttiva e favorire l’insediamento di nuove imprese in un territorio che soffre da tempo una grave crisi industriale. Per questo continueremo a seguire gli sviluppi direttamente, mantenendo un approccio laico e basato sui fatti”.
Insomma, il confronto va avanti: “Servono altri momenti di confronto e bisogna informare meglio la cittadinanza. Quando si parla di rifiuti, soprattutto in Campania, riaffiorano inevitabilmente i ricordi delle vicende più gravi che abbiamo vissuto negli anni e questo alimenta preoccupazioni molto forti.
Questa tensione è stata percepita anche dalla Regione Campania. Non a caso era presente direttamente il dirigente Barretta alla conferenza dei servizi. L’attenzione delle istituzioni è massima. Credo che tutti noi dobbiamo affrontare questa vicenda con equilibrio e fiducia nel lavoro degli enti competenti.
Se le integrazioni richieste saranno fornite e tutti i dubbi tecnici verranno chiariti, allora bisognerà prendere atto. Se il progetto risulterà conforme e valido sotto tutti gli aspetti, dovrà essere valutato per quello che è. Resta però il rammarico che su numerose emergenze ambientali non ci sia stata la stessa attenzione che vediamo oggi.
Ad esempio sulla vicenda del depuratore: i sindacati sono dovuti andare in Regione perché qualcosa si muovesse. Oppure sulla rete fognaria, che continua a non avere una soluzione definitiva. Restano tante criticità che, troppo spesso, non portano nemmeno alla convocazione di un tavolo istituzionale dove confrontarsi e ragionare concretamente su come risolvere questi problemi”.
Infine Renato Ciampa, CEO e fondatore del Centro Diagnostico Baronia (Cdb), che ha proposto il progetto dell’hub: “Comune, Provincia e Regione hanno chiesto congiuntamente che ci fosse la verifica di assoggettabilità alla Valutazione di impatto ambientale, per escludere qualsiasi possibile rischio per l’ambiente legato alla realizzazione del progetto.
A mio parere, questo rinvio di natura burocratica non era necessario. L’ho detto, l’ho sottoscritto e l’ho ribadito in tutte le sedi, soprattutto durante la conferenza dei servizi. Se la Valutazione di impatto ambientale fosse stata davvero indispensabile, la conferenza non sarebbe nemmeno dovuta iniziare. Tutto questo comporta tempi burocratici che non sono compatibili con le nostre scadenze”.
Per Ciampa non ci sono comunque rischi per l’ambiente. Anzi: “Speriamo di far riflettere le persone sull’importanza della tutela dell’ambiente. Altrimenti temo che non riusciremo a raggiungere, almeno per ora, l’obiettivo dell’economia circolare.
Noi, però, faremo tutto il possibile per non abbandonare questo territorio al suo destino. C’è una necessità strategica ed economica di chiudere il ciclo, aumentare il rating ambientale del territorio e favorire nuove commesse per le aziende presenti, creando così nuove opportunità di lavoro e di sviluppo”.
Un progetto che “probabilmente è stato frainteso. Possiamo utilizzare questo periodo per provare a capirci meglio.
Abbiamo accolto le preoccupazioni legate ai possibili svantaggi e ai rischi ipotizzati per il progetto. Adesso chiediamo che venga accolta anche la nostra richiesta di avere la possibilità di spiegare con chiarezza quali siano i vantaggi. Dobbiamo capirci: a chi vuole conoscere i fatti sarà data la possibilità di comprenderli per scegliere. La paura non è una scelta, serve solo a bloccare ogni iniziativa. Nessuno ha mai fatto passi avanti lasciandosi guidare dalla paura. Non possiamo permetterci di restare fermi. Lo dico prima di tutto come abitante di questo territorio”.



