“Ho trovato in queste pagine il diario di una generazione, nata e cresciuta in questa città, che non voleva più sentire parlare di guerra, ma sperava di costruire un mondo moderno”. Spiega così Gaetana Aufiero i Momenti di vita di Fioravante Ascolese, presentato ieri al Caffè Hope nel corso di un incontro moderato da Gianluca Amatucci e introdotto dalle note di Sonia De Francesco. “C’è in queste pagine – prosegue Aufiero – la consapevolezza che non esiste nessun distacco tra cultura umanistica e scientifica, che questi due mondi sono strettamente collegati e devono viaggiare insieme. Al tempo stesso, assistiamo ad un progressivo svelamento dell’autore attraverso una serie di indizi disseminati nel volume. Fioravante ci racconta sè stesso e insieme una scuola in trasformazione, ci racconta un universo in cui contano i valori della cooperazione e dell’accoglienza”. Uno spazio a cui si affianca quello dedicato alla vita intima dell’autore, a partire dalla bellissima lettera al figlio, intrisa di dolcezza e tenerezza fino ai versi a lui dedicati dalle donne amate. Ad emergere “è una sorta di erranza, una incapacità di fermarsi, alla ricerca di ciò che dà senso all’esistenza, nel rispetto della metafora del mandarino acerbo. Un’erranza in cui centrale è l’istruzione per trovare il proprio posto nel mondo”.
E’ quindi la professoressa Elsa Nigro a porre l’accento sui molteplici spunti di riflessione offerti dal volume, dalla tecnica alle nuove sfide offerte dall’Intelligenza Artificiale, dal dialogo interculturale alle dinamiche di copia fino alle tematiche ecologiche “La scuola diventa per lui ricerca di un metodo, valore da difendere, la parola studio si carica di un significato esistenziale, richiamando il senso profondo dell’essere studente, il coraggio e la passione di guardarsi dentro”. Sottolinea come, abbracciando una prospettiva umanistica, esplori il concetto del tempo con rigore matematico, lasciando spazio ora al ricordo, ora alla nostalgia, dal tempo rubato della gioventù a quello disteso dell’età adulta”. Una raccolta che è anche un invito a riscoprire il silenzio che ci consente di ascoltare la nostra anima, a ripartire dal dialogo tra uomo e natura. Un forte senso etico pervade la raccolta, un senso etico che traspare con forza dai momenti di vita fissati su carta, che sfuggono a precarietà e contingenza”.
Di forte suggestione l’opera ispirata ai Momenti di vita di Ascolese realizzata dall’artista e docente Giuliana Mollica e illustrata dalla docente e critica d’arte Emanuela Conforti. Un paesaggio in cui, come spiega Conforti, il padre e figlio stretti in un abbraccio si stagliano su uno sfondo di alberi innovati, nel segno di un forte contrasto tra colori. Ogni elemento si carica di un valore simbolico, così i fenicotteri rosa che volano richiamano il ricordo ma anche la libertà”. E’ quindi Floriana Guerriero a sottolineare il valore di un volume che ci offre uno spaccato dell’esistenza di un uomo nella sua complessità, a partire dal suo ruolo di docente sempre attento al dialogo tra scuola e territorio, attraverso progettualità e strategie didattiche innovative.
“C’è in lui il desiderio di dare voce ai numeri, di trasmettere una matematica che vada al di à del linguaggio convenzionale, ma che si traduca anche in vita quotidiana, di qui l’attenzione allo studio dei microclimi, dell’emigrazione in Irpinia, dell’economia nel Mediterraneo, della metereologia. C’è una tensione verso una cittadinanza piena a cui tutti siamo chiamati, a partire dal desiderio di offrire il proprio contributo alla società”. Una pagina che si affianca a quella più privata in cui “emerge il valore delle relazioni familiari, dal ricordo del padre che ritorna con forza nella visita alle terme di Castellammare al legame con la sorella Gina, la solitudine, compagna costante della vita, ma anche la forza dell’amore che abbatte muri e non chiede nulla in cambio”. A prendere la parole anche l’assessore alla cultura del Comune di Avellino Luca Cipriano che sottolinea il ruolo cruciale delle associazioni sul territorio “Vogliamo rilanciare la cultura sul territorio ma siamo convinti che sia necessario partire dai piccoli luoghi, dalle piccole cose”. E’ quindi Ascolese a ricordare come il volume nasca innanzitutto dalla ricerca di sè stessi, dal desiderio di raccontarsi, annunciando un nuovo progetto capace ancora una volta di far dialogare le scienze e l’umano.


